A Fox in the Cradle of Life
[...]
Notte fonda, la camera era quasi del tutto buia, come al solito. Solo la soffusa luce del monitor illuminava lievemente la scrivania e gli altri oggetti circostanti, creando degli strani giochi d'ombra. Il silenzio permaneva nell'area, interrotto solo dal rapido ticchettio dei tasti di una tastiera.
Lui era lì, erano notti che lavorava a quel progetto e finalmente era giunto ad un punto di svolta.
...Manca davvero poco, ancora qualche giorno e finalmente attiverò la parte finale del progetto "Ikarus".
Si fermò per guardare l'orologio, faceva caldo e qualche goccia di sudore gli cadde dalle sue ciocche castane che aveva davanti il viso.
Anche stasera ho fatto tardi... mi conviene chiudere, continuerò domani.
Guardò la sua immagine riflessa nel monitor mentre arrestava il sistema.
Diavolo, queste occhiaie non se ne vanno proprio più...
Quello che faceva era davvero stancante sia dal punto di vista intellettivo che fisico, eppure sapeva di non poter smettere, ormai sarebbe arrivato fino in fondo, fino a non toccare più, anche a costo di rimetterci tutto. Dopotutto lui ormai era la Volpe. Non poteva dimenticarlo e non lo dimenticava: i suoi occhi, aldilà delle occhiaie riflettevano un fuoco vivo.
Devo... devo vedere quanto in alto posso arrivare, devo vedere se posso raggiungere il Sole, se posso sfiorarlo o contemplarlo da lassù, devo farlo...
La ventola del pc si fermò, segnando lo spegnimento del sistema. Lui si stava per alzare ma fu interrotto dalla vibrazione del telefonino poggiato sul tavolo: un messaggio.
Prese il cellulare per leggere il messaggio, era lei. Non riusciva a dormire perchè pensava a lui, per lei lui era il suo punto di riferimento, a cui teneva moltissimo. Il ragazzo sorrise mentre leggeva il messaggio, era fortunato ad avere lei. Poi leggendo la fine dell'sms il ragazzo cambiò espressione, lei era preoccupata, intuiva che c'era qualcosa di diverso in lui da qualche tempo ma non sapeva cosa e voleva aiutarlo. Allora lui ripensò a ciò che stava facendo, al suo compito, al suo obiettivo. Non poteva tirarsi indietro ormai. Strinse i denti e buttò il telefonino nella scrivania per poi portarsi una mano tra i capelli.
Perchè lei non mi basta?
[...]
Soren si svegliò di soprassalto.
Ancora queste visioni... primo o poi mi faranno uscire pazzo.Era quasi l'aurora, Soren si trascinò nel bagno ancora consuso. Si sciacquò il viso.
E' piuttosto presto... beh, vorrà dire che posso prepararmi con comodo.Quel giorno non era come tutti gli altri, una missione particolarmente difficile era stata affidata all'apprendista shinigami, una missione che gli avrebbe permesso, se fosse risultato idoneo, di diventare finalmente shinigami a tutti gli effetti.
Soren preparò tutto il necessario, si mise la divisa, riempì la sacca porta oggetti, prese le armi.
In particolar modo si soffermò sulla propria Asauchi, mentre l'osservava ripensò a come l'aveva ottenuta, quella volta uccise il suo primo hollow. Non era cambiato molto da allora, la sua memoria era rimasta sempre frammentata, e le sue visioni non accennavano a diminuire.
Chissà se riuscirò a ricordare...Sospirò per poi scacciare via quel pensiero, era un giorno particolare e non poteva rimuginare su inutili paranoie, la missione lo attendeva.
E' tempo di andare.[...]
Oltrepassato il Senkaimon, Soren si accorse della gravità della situazione in quella parte dell'Africa orientale. Non era cambiato molto dai tempi in cui era in vita, l'Africa rimaneva sempre teatro d'instabilità e guerra civile.
Ma mentre uomini combattevano altri uomini, contendendosi una terra, allo stesso tempo shinigami affrontavamo hollow. A quanto pareva l'afflusso dei divoratori era talmente elevato da dover richiedere i rinforzi dal Gotei XIII. Si vedevano dei della morte accampati alla buona, e l'atmosfera che avvolgeva l'area inglobava una sorta di ansia e malinconia per la battaglia imminente.
Daltronde tutti sapevano che quel giorno, prima della battaglia, poteva essere l'ultimo. E ultimo poteva essere il pasto della cena o la buonanotte data ai compagni. Tuttavia giunse alle orecchie di Soren e degli altri studenti anche risate: fortunatamente la spensieratezza e la speranza non aveva ancora abbandonato quelle lande.
[...]
Infine gli studenti arrivarono in un'ampia sala, dove erano presenti le più alte cariche tra le truppe africane e gli ufficiali del gotei.
Lì avrebbero appreso i dettagli della missione, il loro compito e come sarebbe state organizzate le squadre. Soren fu lieto di rivedere tra gli ufficiali del gotei un volto conosciuto.
Kazama Shin... avevi ragione, le nostre strade si sono rincrociate.Pensò guardando il suo primo sensei, colui che l'aveva iniziato a quella via. Gli sorrise, anche se non era sicuro che si sarebbe ricordato di lui. Poi il suo sguardo passò agli ufficiali accanto a Shin e appena realizzò chi fossero la sua espressione cambiò radicalmente.
Oh no...Soren ripensò ai suoi esordi, all'infiltramento nella base della gotei XII, al Gillian... ed ai due shinigami. In quella occasione era finito per essere catturato e condotto a giudizio della camera dei 46 da quei due. E quei due erano lì in quella sala, accanto a Shin.
Proprio loro dovevano capitare anche qui... al diavolo, non ho propria voglia di rifinire legato come un salame.Uno dei due era Takeo Kikuta, suo maestro nella pratica del konso. L'altro, dai capelli corvini, ne ignorava il nome, ma ricordava perfettamente il suo volto.
Basta stargli alla larga e dovrei evitare problemi.Concluse dopo aver sospirato, poi cercò un posto e si sedette.
A parlare fu un alto rango delle truppe africane, il suo volto portava segni evidenti della sua esperienza nel campo militare, primo fra tutti la benda che copriva il suo occhio.
CITAZIONE
Buonasera a tutti voi e benvenuti. Ora sono sicuro che le vostre menti sono digiune di ciò che è accaduto, quindi vi faccio un veloce resoconto della situazione...
Beh in effetti sarebbe ora che ci daste qualche informazione, dopotutto stiamo solo rischiando la vita...Soren mise le braccia conserte e accavallò le gambe mentre ascoltava, non gli piaceva restare all'oscuro e bramava dalla voglia di colmare questa lacuna.
Lo shinigami mostrò i punti critici, per concentrazione di hollow, nella mappa ed indicò la suddivisione delle squadre degli studenti.
CITAZIONE
La squadra d'infiltrazione 1 composta da: Argo, Reymigawa Soren, Ikkaku Madarame, Heisuke Takahashi si dirigerà verso la parte Sud della città e verranno supervisionati...
Non da uno di quei due, Non da uno di quei due, Non da uno di quei due...CITAZIONE
...dal 3° Seggio Takeo Kikuta del I Gotei.
Porc...gli scappò di bocca per poi tentare di coprire l'imprecazione con dei colpi di tosse.
Un po' di mal di gola, eheheh...Disse ridacchiando per sviare i vicini, poi ritornò serio cercando di far finta di niente.
Iniziamo bene... fortuna che in squadra con me c'è anche Heisuke, ci siamo trovati bene nell'ultima missione insieme.Ricambiò con un cenno il saluto dell'amico.
CITAZIONE
La squadra d'infiltrazione 2 composta da: Neil G. Maenann, Alcor, Ryou Shimizu si dirigerà nella parte Est e saranno seguiti dal 9° Seggio Shin Kazama del X Gotei. Per quello che riguarda queste squadre, sono stati nominati capi-squadre i nomi detti per primi. In caso di mancanza del tutor sarà loro compito impartire ordini e direttive. I restanti studenti Kangae Natsuno, Luca e Daiki Satou verranno impiegati in prima linea come medici sotto le direttive del LuogoTenente Kyoki Subaru.
Chissà perchè non hanno scelto come capi squadra i due studenti con più esperienza...mah, la gente è strana...Soren notò un'altra faccia nota tra gli studenti.
Guarda un po' che fine ha fatto il mio vecchio compagno di disavventure, è entrato nella squadra medica!Sorrise e fece l'occhiolino a Luca, ne avevano passate di tutti i colori insieme.
Poi lo shinigami comandate continuò la sua spiegazione, a quanto pareva la strategia si basava su un diversivo degli shinigami che avrebbe permesso l'azione degli studenti.
CITAZIONE
In ognuno di questi punti è presenti un catalizzatore di kekkai. Non mi dilungherò in noiose spiegazioni su come funzionano questi arnesi, ma mi limiterò a dirvi ciò che v'interessa. Per funzionare il kekkai deve attivarsi tramite i quattro punti cardinali, che fungono da catalizzatori e un generatore centrale che da energia alla barriera.
Voi vi dirigerete verso i catalizzatori che vi ho indicato per attivarne il potere tramite un oggetto che vi daremo. Per riuscire ad attivare i poteri delle incisioni che potete vedere nella parete alle mie spalle vi servirà un oggetto particolare che consegnerò ai capisquadra. Una volta arrivati dovrete posizionare la pergamena nel centro del cerchio che vedete.Per attivare il potere di questi generatori dovrete appoggiare tutti una mano sulle pergamene e sincronizzare i vostri reiatsu ed imprimendo contemporaneamente una quantità non troppo alta all'interno dei simboli. Con le vostre capacità ed un po di concentrazione dovreste riuscirci. Avendo però energie non troppo alte dovrete collaborare tutti per attivare il comando d'accensione.
Umh affrontare hollow non è il nostro obiettivo, questo è di per sè positivo. Anche perchè per attivare i kekkai occorre la collaborazione di tutti gli studenti, ciò implica che non sono previste perdite.Un lavoro semplice tutto sommato se non si considerano gli imprevisti, e di solito gli imprevisti capitano sempre.
CITAZIONE
La vostra energia bassa non dovrebbe essere avvertita dai vostri nemici durante la battaglia, comunque i vostri tutori si preoccuperanno di creare assieme ad un gruppo di Shinigami vie sicure per il vostro passaggio. Le zone in cui andrete sono abbastanza tranquille, ma questo non preclude lo scontro con degli Hollow. Siete stati muniti di armi e addestrati apposta. Se vi viene da chiedere chi si occuperà degli altri catalizzatori è presto detto. Verranno mandati Shinigami, la loro locazione in aree rosse rende il tutto troppo pericoloso per un manipolo di studenti. Questo è tutto, se avete domande fatele ora?
Soren non aveva domande e rimase in silenzio ad ascoltare eventuali commenti e domande degli altri studenti.

[...]
Dopo il congedo da parte del comandante, Soren si ritirò nella sistemazione che gli avevano indicato.
Un buon riposo era fondamentale considerato la difficoltà della missione. Ma non prese sonno subito, ripensava alla visione del giorno precedente e a ciò che sarebbe successo l'indomani.
edit... mi ero dimenticato di mettere il titolo^^