Bleach Soul Society

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[Event Quest] Into the Storm, Briefing di missione
view post Posted on 20/9/2009, 16:00Quote
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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 23:48, 6 minuti fa


Mondo reale
Karakura town
24 Ore dall'attacc
o




Into The Storm - Briefing



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E' notte, ma nessuno di voi ha la benché minima voglia di dormire: siete stati convocati con brevissimo preavviso (neanche un'ora) prima di essere condotti -chi da Tokyo, chi attraverso il Senkaimon- nel mondo materiale, nel territorio neutrale di Karakura.
Giunti sul luogo, siete stati fatti accomodare all'interno di un edificio come tanti sebbene protetto da un Kekkai di notevole potenza allo scopo di far restare nell'anonimato coloro che si trovano all'interno.
La stanza in cui siete giunti non è piccola, ma tra la dozzina di Dei della Morte ed il quartetto di figure biancovestite lo spazio per muoversi è ben poco.
A prima vista l'ambiente sembra un'aula universitaria: tre banchi da dieci posti l'uno con altrettante sedie, un tavolo più grande dal lato opposto, l'occorrente per la proiezioni di immagini e nulla di più.
Una volta che tutti voi avete preso posto, le tre restanti figure -Due Shinigami ed uno degli uomini in bianco- prendono posto al tavolo principale.
Due di essi sono familiari a gran parte se non a tutti gli Dei della Morte presenti, mentre nessuno di voi ha mai avuto modo di vedere il terzo individuo prima d'ora. E' un essere umano, su questo non vi sono dubbi...
-Innanzi tutto benvenuti a tutti voi.- esordisce l'uomo vestito di bianco, seduto a fianco dei Terzi Seggi Takeo Kikuta e Felio Sanada. La sua voce è calma e sicura, propria di chi ha accumulato nel corso della sua breve vita tante o forse più esperienze di un normale Dio della Morte.
Nonostante i capelli brizzolati non deve avere più di trent'anni, nonostante i tratti affilati gli conferiscano un'età apparente ben maggiore.
-Non abbiamo molto tempo, quindi passerò subito alle presentazioni. Il mio nome è Takamichi T. Takahata, coordinatore assieme ai qui presenti ufficiali delle forze Quincy nella missione congiunta che vedrà impegnate le truppe dell'Ordine e del Gotei XIII nell'attacco più vasto dell'ultimo secolo.- prosegue, con un lieve cenno del capo. Poche e coincise informazioni, questa sembra essere la sua politica: un modo di fare per certi versi militaresco, eppure al contempo carismatico.
-Siete già stati informati a grandi linee dei contenuti della missione, ma ritengo che una nuova breve introduzione vi possa essere d'aiuto.-
Dicendo questo l'uomo -al cui polso spicca un gioiello del tutto simile a quelli indossati dai Quincy- solleva un minuscolo comando dal tavolo, dirigendolo verso lo schermo alle sue spalle.
Come l'apparecchiatura viene azionata, sulla parete compaiono una, due, dieci immagini: riprese aeree di edifici immersi nella neve.
Un luogo che tutti voi ricordate bene, avendo già ricevuto le specifiche della missione poche ore prima. Si tratta delle nevi siberiane, un luogo che molti dei presenti si sarebbero volentieri risparmiati di visitare...
-Quelle che vedete sono immagini prese da satelliti convenzionali del complesso che costituisce i Laboratori Ivanovich.- spiega brevemente Takamichi, rivolgendo lo sguardo sulla decina di presenti.
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-Abbiamo motivo di ritenere che in questa struttura siano stati costruite le apparecchiature che diciannove giorni e sedici ore fa hanno causato la morte del personale umano nel carcere statunitense di Leavenworth.-
A questa affermazione, segue un lungo silenzio da parte sua: tutti voi avete visto all'opera -o letto i rapporti allegati- questi marchingegni e di quanto possano risultare letali.
-L'obbiettivo della missione sarà dunque quello di assumere il controllo dell'intero complesso, o almeno dei punti nevralgici che consentiranno al resto delle truppe di Arcieri Spirituali e di Dei della Morte un più facile ingresso.- conclude brevemente, inspirano tra una frase e l'altra la sigaretta tenuta mollemente tra indice e medio. Le immagini scorrono nuovamente, rivelandovi edifici, e mappe sommarie della struttura, informazioni generali sul territorio e condizioni meteorologiche.
-Dobbiamo capire qual è lo scopo di queste apparecchiature, prima che colui o coloro che le hanno commissionate raggiungano i loro scopi. Ma di questo parleremo più tardi...-
Detto ciò, il Quincy si alza in piedi, poggiando una mano alla parete. Non potete vedere il suo sguardo, ma dalla voce risulta chiara la tensione che lo pervade: le notizie che seguiranno difficilmente potranno essere buone.
-Sarò franco con voi: questo complesso è protetto dai migliori sistemi difensivi tuttora a disposizione, cosa che rende i Laboratori Ivanovich una fortezza inespugnabile con mezzi convenzionali, ed una ardua sfida persino per esseri come noi.- commenta, sollevando gli occhi verso lo schermo. Riprese di batterie antimissili, mura sovrastate da matasse di filo spinato ed un tale dispiegamento di forze degno di una base militare scivolano una dopo l'altra... fino a quando l'apparentemente interminabile elenco si ferma, per lasciare spazio ad un volto ingrigito dal tempo, ma dallo sguardo fiero e glaciale.
-Boris Ivanovich, proprietario del complesso, è -o meglio era- al comando della VII Divisione Russa dell'Ordine dei Quincy... E abbiamo ragione di credere che abbia accentrato attorno a sé entro il perimetro del complesso, una ingente porzione delle truppe di stanza nel territorio.-
"truppe"... Non dovranno essere molti elementi, ma nel dire queste parole è chiaro che ognuno di essi è un Arciere Spirituale che ha trascorso la vita combattendo contro gli Hollows... E perfettamente in grado di combattere in caso di necessità contro un manipolo -seppur forte- di Dei della Morte!
-Vi sarà una forte resistenza, nel migliore dei casi: per quanto Arcieri spirituali, coloro che presidiano l'obbiettivo sono da considerarsi traditori, e per questo...- mormora quindi, esitando quasi a terminare la frase -...dovranno essere eliminati senza pietà.-

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Dopo il maestro distruttore proseguì il discorso il primo dei due ufficiali del Gotei 13. Si alzò dalla sua postazione, sistemandosi con una passata di mano le ciocche fuori posto che si erano messe davanti il suo viso bronzeo. Buonasera a tutti, per coloro che ancora non mi conoscono mi presento. Takeo Kikuta 3° Seggio della I Brigata. Ora vi parlerò in dettaglio della struttura dei laboratori.
Con fare sicuro si mise in una posizione di vantaggio per il suo colloquio in modo da non intralciare la visione delle immagini, ma tale da poter essere ascoltato da tutti i presenti.
Intorno all'edificio è stata eretta una potente Kekkai che impedisce l'intrusione nell'area tramite Sekaimon o qualsiasi altra tecnica di teletrasporto. Fortunatamente questa barriera è generata da macchinari quindi si potrà distruggere senza dover ricorrere a speciali squadre che fanno uso di Kidou. L'immagine che si era ingrandita fu quella con le piante dell'edificio a partire dall'ingresso. Considerando l'impossibilità di entrare coi nostri convenzionali mezzi, abbiamo deciso di usare una tattica prettamente umana: lo sfondamento. Una volta abbattuto il cancello ed entrati nel piano terra dell'edificio, sfrutteremo l'effetto sorpresa e il probabile disorientamento nemico per riuscire a raggiungere le parti più interne della struttura che ci verranno assegnate.
Una piccola pausa annunciata da uno schiarimento di voce ed un ingrandimento della mappa degli ascensori. Come potete vedere sono presenti ascensori nell'ingresso che vi porteranno ai piani a cui sarete destinati, andandoli a vedere nello specifico... ancora una volta l'immagine principale cambiò mostrando la pianta di un piano composto da poche stanze piene di mobilio tutto uguale. Nel primo piano sotterraneo si trovano degli Archivi Privati dei Quincy. L'Ordine non ha voluto divulgare notizie in proposito e rispettiamo tale segretezza. Come potrete osservare le stanze sono poche e sicuramente conterranno molti mobili per l'archiviazione e la catalogazione. Inoltre presumiamo che il nemico non lasci l'ingresso a tale luogo incustodito. Un altro cambiò di pianta e questa volta si presentò un piano più complesso dal punto di vista architettonico e con tre zone evidenziate. Pochi metri sotto si trovano i principali obbiettivi della missione, cioè i generatori. Mi sembra inutile dirlo ma qui si potrebbe trovare la maggior resistenza da parte della divisione russa. Infine nei piani sotto ci sono i laboratori, non si sa con certezza cosa si possa trovare lì sotto, per questo solo alcuni di noi potranno scendere fin là.
Un'altra pausa e le iridi bluastre scorsero la stanza per osservare i presenti. Ora veniva la parte più difficile da dire e se fino a quel momento il tono del biondo shinigami era stato secco e quasi meccanico, ora si era affievolito e caricato di sentimento.
Non è da escludere che in questa struttura possiamo incontrare membri dell'Organizzazione stessa. Di certo non sono così sprovveduti da lasciare un luogo così strategico privo di difese ed ora che sono consapevoli che noi conosciamo la loro presenza si saranno fatti sicuramente più cauti. Un profondo respiro spezzò il discorso, come sempre a Takeo stava a cuore l'incolumità dei propri compagni e forse si sentiva sollevato a dover fare questa richiesta, autorizzata dai propri superiori. Dopo la negativa esperienza che abbiamo passato è stato deciso dalle alte sfere delle nostre rispettive organizzazioni di vietare l'uso di guerrieri sotto il grado di Shinigami e Quincy. Nonostante questo attualmente non conosciamo ne il numero ne la potenza del nostro nemico, ma basandoci sui pochi elementi a nostra disposizione abbiamo ipotizzato che essi possano superare le nostre capacità.
Triste ma vero. Saremo potuti diventare carne da macello senza problemi e quindi era giusto dare alla "compagnia" la giusta paura che poteva servire a non fare sciocchezze.
Nel caso vi imbattiate in loro, vi sconsiglio caldamente di tentare uno scontro. Dire che rischiate la vita non è una leggerezza da parte mia. Se succederà di trovarvi di fronte ad un nemico più forte di voi, fuggite, prendete tempo e richiedete rinforzi. Questo è tutto.

-Dici bene Takeo-san. Lasciamo per ora che siano membri più esperti e potenti di noi ad occuparsene e concentriamoci sui nostri bersagli.- commenta a voce bassa ma ben udibile il terzo individuo, i cui occhi di un verde intenso contrastano con i capelli dello stesso colore della divisa.
-Il mio nome, per coloro che non lo sapessero, è Felio Sanada. parigrado di Kikuta-san presso il Gotei III.-
L'Ufficiale -dopo avervi rivolto uno sguardo carico di aspettativa e determinazione- inizia a spiegare mentre nuove immagini corrono sul pannello davanti a voi.
-Gli obbiettivi dei gruppi saranno i seguenti:- esordisce, completando la narrazione di Kikuta-san mentre sullo schermo appaiono in rapida successione cinque punti luminosi, ognuno in corrispondenza di un area ben definita.
-La squadra di arcieri spirituali, composta da Sadeki Hay, Vollfied Sven e Kuno Shinji avrà il compito di occupare il primo piano sotterraneo, con speciale riguardo per la sezione degli Archivi Privati.-
Non vi sono diapositive o fotografie del luogo, anche perché trattandosi dei piani sotterranei risulterebbe impossibile effettuare rilevazioni ad alta quota, ed infiltrare sin lì qualcuno avrebbe costituito un'impresa fin troppo azzardata. Mentre sullo schermo nulla si muove, è evidente che ulteriori informazioni non saranno rese note, almeno fino a quando ci sarà almeno uno Shinigami presente...
-Gli ambienti nell'area contengono materiale che l'Ordine non vuole divulgare, e la loro collaborazione dipende unicamente dalla possibilità di mettere in sicurezza l'area senza la presenza del Gotei XIII- chiarisce il Dio della Morte, con l'aria di chi non apprezza la situazione ma è costretto a fare buon viso a cattivo gioco -Al momento abbiamo questioni più urgenti da risolvere, quindi per tutti gli Dei della Morte presenti, il primo piano sotterraneo è da considerarsi Off Limit.-
Scuotendo leggermente la testa, Felio sorride alla platea con fare comprensivo. La situazione potrebbe non piacere a molti Shinigami presenti, ma le sue successive parole sembrano togliere ogni dubbio riguardo a possibili colpi di testa da parte dei soggetti più restii a seguire il piano originale.
-Spero di essere stato chiaro. Ci sarà bisogno di voi alcuni metri più in basso, come vedrete.-
Sullo schermo compaiono quindi quattro simboli monocromatici, su ognuno dei quali è impresso un kanji che tutti riconoscete. Tre di essi sono tonalità rosse, l'ultimo è invece del colore del mare.
-Le squadre Sekishu (vermiglio), Kurenai (cremisi) e Ake (scarlatto), i cui gruppi annuncerò tra poco, avranno il compito di infiltrarsi nel secondo piano sotterraneo: quivi dovrete disattivare o distruggere come preferite, i Generatori Spirituali che forniscono energia al campo di disturbo.-
Dicendo ciò l'Ufficiale indica tre punti sulla mappa, più o meno una decina di metri al di sotto del luogo che è stato richiesto conquistare ai Quincy: il piano risulta essere più articolato del primo, con un maggior numero di corridoi e stanze. Tre, vedete chiaramente, sono quelle evidenziate.
- La distruzione di due delle tre strutture sarà sufficiente ad indebolirlo quanto basta, ma è preferibile che tutte e tre vengano rese non operative nel minor tempo possibile.- conclude il Dio della Morte dai capelli corvini con un'alzata di spalle. Non è fondamentale il modo, è necessario però che essi vengano disattivati il prima possibile.
-Dal momento che le stanze di controllo si trovano ben distanziate tra loro, ogni squadra dovrà agire nella più totale autonomia.- prosegue, dopo un momento di silenzio per lasciarvi assimilare le molte informazioni: "lavorare in autonomia" è un modo più semplice per dire che dal momento in cui raggiungerete il piano designato, ogni squadra non potrà contare sull'aiuto delle altre come invece avverrà in superficie fino agli ascensori o le scale.
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- La squadra Sekishu sarà composta dal X Seggio Makimachi Harin, e dalle Shinigami Hinatoshi Tarja e Kotetsu Jinko.-
Gli occhi di Sanada scintillano di orgoglio nel pronunciare questi nomi, e difficilmente potrebbe essere altrimenti conoscendo il valore delle sue migliori allieve di sempre.
- La squadra Kurenai sarà comporta dal X Seggio Kon Ian e dagli Shinigami Kurosaki Matt e Valkyrie Christopher.- prosegue poi con espressione seria ma risoluta, rivolgendosi al gruppo capitanato dal suo commilitone con cui ha condiviso i rischi e l'onore della vittoria a Leavenworth.
-La squadra Ake sarà composta dal IX Seggio Kazama Shin e dagli Shinigami Kobayashi Kotetsu e Donfijou Federick.- termina quindi, rivolgendo un sorriso compiaciuto al caposquadra ed amico: i tre gruppi -notate- sono stati scelti nella maniera più equilibrata possibile, assegnando ad ognuno un'ufficiale di Seggio.
Ma... qualcuno non è stato ancora chiamato.
E anticipando la spontanea domanda, il ragazzo dagli occhi verdi e penetranti risponde al vostro interrogativo.
-La squadra Aoi (blu), composta dal III Seggio Kikuta Takeo e dal sottoscritto, III Seggio Sanada Felio avrà invece il compito di penetrare più in profondità, ove si suppone che la resistenza sarà maggiore.-
Stavolta però lo schermo non mostra una piantina del livello completa come quelle viste sinora, bensì una serie di stanze apparentemente separate, corridoi ciechi e altri che neppure hanno un vero inizio.
E' chiaro che la mappa di quest'area è incompleta, e quindi inutile ai fini di una buona pianificazione: un salto verso l'ignoto, ecco ciò che spetta ai due Shinigami coordinatori.
-Penetreremo nel complesso sotto copertura poco prima dell'attacco, cercando di raggiungere il terzo ed ultimo piano sotterraneo: qualunque cosa o chiunque si trovi lì, non dovrà lasciare la base. Non operativo, almeno.-
Il tono di Sanada non lascia dubbi sul fatto che le comunicazioni riguardanti il piano siano concluse; prima che vi aliziate tuttavia il Dio della Morte si alza dalla sedia, avvicinandosi alla prima fila.
-Uff... Prima di rompere le righe, c'è una cosa che desidero condividere con voi.- continua in tono più pacato e meno urgente, un leggero sorriso sul volto.
Una nuova comunicazione? Cosa potrebbe ancora dire?
-Io e Takeo-san conosciamo quasi tutti in questa sala...- spiega, camminando lentamente avanti e indietro come per dare il ritmo al proprio discorso. Prosegue lungo la stanza un paio di volte prima di fermarsi, nuovamente al punto di partenza.
-...abbiamo combattuto assieme a voi e sappiamo quanto valete.- commenta, rivolgendo uno sguardo complice al biondo Ufficiale della Prima Divisione, come per cercare conferma di qualcosa ben noto: tutti o quasi tutti avete scolto almeno una missione assieme a loro, e con probabilità nessuno meglio dei due coordinatori potrebbe dire queste parole con maggior consapevolezza.
-E' un onore e un privilegio avervi al nostro fianco in questa impresa.- conclude, caricando ogni parola con un orgoglio troppo intenso per essere descritto a sole parole. Il suo volto trasuda fiducia, mentre i suoi occhi scivolano su ognuno di voi.
-E' una missione pericola, su questo non ho dubbi... ma so che abbiamo le capacità per farcela!- conclude, ponendo via via sempre più enfasi nel suo discorso -Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno!-
Quindi, con un leggero inchino nella vostra direzione, lo Shinigami scioglie il breve ma intenso briefing di missione.
-E' tutto. Takamichi-san, Takeo-san... volete aggiungere qualcosa?.- domanda infine, rivolgendosi ai due compagni alle sue spalle.
Molte cose sono state dette, e non sarebbe strano se il gran numero di informazioni risultasse troppo difficile da ricordare immediatamente. C'è ancora del tempo prima dell'inizio dell'attacco, e molte -a partire dai vostri compagni di squadra- le persone a disposizione per spiegazioni o chiarimenti...

Potete sfruttare per la scena GdR sia il lungo discorso che vi viene fatto che agire dopo lo scioglimento del meeting.
Non occorre fare miracoli con questo post introduttivo, tenete comunque presente che chi non posterà entro il 6 Ottobre tra coloro che sono iscritti alla Event non potranno parteciparvi.

In via del tutto eccezionale i seguenti PG sono considerati iscritti e livellati, avendo già superato i rispettivi esami ma mancando nel peggiore dei casi il/ i due post conclusivi.
Questa decisione serve ad impedire che l'energia sia ufficializzata troppo vicino alla data di chiusura del post intruduttivo, cosa che darebbe loro troppi pochi giorni per rispondere.

Sven Vollfied -> Livellato a Energia Verde.
Hay Sadeki -> Livellata a Energia Rossa.
Harin Makimachi -> Livellata a Energia Rossa e X seggio.



Edited by Felio86 - 1/10/2009, 22:32


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Scheda di Felio Sanada



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[***]



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Elicor ° Saeles ° Thalya ° Aemos ° Herodor ° Baudros ° Tama-kun ° Charadon

 
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view post Posted on 26/9/2009, 15:22Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 23:20


Divided we fall
- UNITED WE STAND -



E' notte, in Giappone. E' notte a Tokyo, ma la megalopoli è una di quelle città a cui questo non è mai importato. Laggiù, le luci pacchianmente colorate dei neon rischiarano le strade buie, mentre il popolo della notte vaga ramingo tra un locale e l'altro.

E' un luogo pericoloso, certo. Ma le periferie delle città americane lo sono molto di più: gliel'aveva insegnato una vita intera di servizio. Ecco perchè non si preoccupava a girare solo per strada, in piena notte. Ecco perchè qualche imbecille non aveva esitato ad aggredirlo, vedendo in lui solo uno sventato turista occidentale.

Ed ecco perchè mentre il Detective Sven Vollfied s'allontanava illeso, l'eco di un'ambulanza si faceva via via più vicino.

Una convocazione urgente, da parte di quello che era il suo secondo lavoro: l'Ordine dei Quincy. E mentre camminava a passo spedito, si domandava come avrebbe reagito la gente, sapendo di trovarsi al centro di una guerra, millenaria e invisibile.

Scorse finalmente l'edificio, intanto. Non era molto distante da casa sua, in fin dei conti. Un paio di tizi di piantone, su una panchina lì a fianco. Quincy in borghese, ovvio. D'altronde si era pur sempre a Karakura.
Ah, e comunque non che ve ne fosse reale bisogno: quando Sven giunse in prossimità dall'ingresso, notò chiaramente l'imponente Kekkai che proteggeva il luogo.

Senza problemi di sorta varcò la soglia: la convocazione che l'aveva tirato giù dalla branda anzitempo, pareva urgente. Non aveva atteso neanche di farsi condurre sul posto: semplicemente si fece comunicare il luogo, e vestitosi uera uscito subito di casa.

Vagamente incuriosito, gettò uno sguardo alla stanza che gli avevano indicato. Tutto quel mistero e quelle misure di sicurezza non facevano presagire nulla di buono.
Secondo il dossier che gli era stato consegnato qualche ora prima, comunque, la situazione non era brutta.

Era pessima.

Una stanza di medie dimensioni, dall'aspetto vagamente universitario. Al momento era vuota, cosa più che comprensibile, vista la velocità con cui il Quincy si era precipitato sul luogo.

In un fruscìo di vestiti candidi, il Quincy entrò, togliendosi il suo amato cappello, e custodendolo in mano...Quella stessa mano che sfoggiava l'argentea croce dei Quincy.
Prese posto in prima fila, constatando il suo anticipo, e tenendosi pronto a salutare chiunque avesse varcato la soglia.
Chissà se anche Shinji e Hay sarebbero stati della partita?
Nell'attesa che arrivasse qualcuno, si mise a rileggere per l'ennesiam volta il carteggio sulla missione che gli attendeva. Pur essendo molto generico, ed essendo la 14ma volta che lo rileggiava...Sven non riuscì a trattenere un brivido di tensione.

[...]



Quando vide le sagove che vestiva gli Shihakusho, sorrise, quasi soddisfatto della propria esatta deduzione. Chi altri se non Takeo Kikuta e Felio Sanada? L'esperienza sul campo ed il Curriculum ne facevano i coordinatori perfetti.
Ma quello che il resto degli Shinigami presenti ignorava, era che Takamichi Takahata non era da meno. Per i Quincy presenti, era una garanzia di serenità, averlo lì. Sven si limitò a salutare con un sorriso abbozzato entrambi gli Dei della Morte, e con un cenno del capo l'Arciere, per non disturbarli.

Fu proprio il Maestro distruttore apresentarsi per primo, fugacemente. Nell'aula gremita di Quincy e Shinigami, il silenzio e la tensione erano palpabili.
Un proiettore visualizzò diverse riprese satellitari, immagini, riprese tattiche. Il soggetto era uno solo: i Laboratori Ivanovich.

-Abbiamo motivo di ritenere che in questa struttura siano stati costruite le apparecchiature che meno di sette giorni fa hanno causato la morte del personale umano nel carcere statunitense di Leavenworth. L'obbiettivo della missione sarà dunque quello di assumere il controllo dell'intero complesso, o almeno dei punti nevralgici che consentiranno al resto delle truppe di Arcieri Spirituali e di Dei della Morte un più facile ingresso.-

L'incubo quindi non era finito. Laggiù si nascondevano le menti diabolica che avevano perpetrato l'eccidio nel suo Paese. L'origine di tutto. I capi di Shirako e di quegli Hollow. Una minaccia tale da richiedere l'alleanza tra Ordine Bianco e Gotei XIII.
Nell'osservare igli schemi e le specifiche del complesso, Sven no nsi trattenne dall'accendere una sigaretta. Essendo stato nell'FBI, conosceva alcuni di quei sistemi di sicurezza: Sensori di movimento, rilevatori termici, scanner a infrarossi, e percettori sonori. Per non parlare di sistemi che sarebbero dovuti essere meri proptotipi, ufficialmente! E sicuramente, la struttura nascondeva altre sorprese.

-Boris Ivanovich, proprietario del complesso, è -o meglio era- al comando della VII Divisione Russa dell'Ordine dei Quincy... E abbiamo ragione di credere che abbia accentrato attorno a sé entro il perimetro del complesso, una ingente porzione delle truppe di stanza nel territorio.-

Il Vollfied trasalì. VII Divisione Russa? L'Ordine aveva un Divisione Russa? Ovvio che non lo sapesse, visto il suo grado. Ma il problema era un'altro: il tradimento di Shirako Misaki non era stato un caso di defezione isolato. Avrebbero dovuto affrontare dei rinnegati? Con Shirako era stata una cosa inaspettata, ma era davvero pronto a versare sangue Quincy, benchè traditore? La risposta alla sua domanda gli giunse in un mormorio, flebile quanto pesante. Mentre lo ascoltava, socchiuse gli occhi, come ad accettare la durezza della situazione.
Un filo di fumo s'alzò nell'aria.

- per quanto Arcieri spirituali, coloro che presidiano l'obbiettivo sono da considerarsi traditori, e per questo...dovranno essere eliminati senza pietà.-

Poi fu il turno del III Segio Kikuta. III Seggio, come anche Sanada-San. Certo che quei due no nsi prendevano proprio mai un po' di riposo.

Nel primo piano sotterraneo si trovano degli Archivi Privati dei Quincy. L'Ordine non ha voluto divulgare notizie in proposito e rispettiamo tale segretezza. Come potrete osservare le stanze sono poche e sicuramente conterranno molti mobili per l'archiviazione e la catalogazione. Inoltre presumiamo che il nemico non lasci l'ingresso a tale luogo incustodito.

Quello era il oro obiettivo, dunque. Mentre le imamgini degli altri traget si susseguivano, Sven non fatico a immaginare le pressione dell'Ordine riguardo a ciò.
La missione in generale pareva rischiosa. Il ruolo di apripista e sfondamento era notoriamente rischioso, ma la totale oscurità dei mezzi avversari innalzava notevolmente la difficoltà. Si rischiava la pelle, sul serio.
Come tutte le volte, del resto, commentò mentalmente con sarcasmo, scacciando i timori.

Gli obbiettivi dei gruppi saranno i seguenti. La squadra di arcieri spirituali, composta da Sadeki Hay, Vollfied Sven e Kuno Shinji avrà il compito di occupare il primo piano sotterraneo, con speciale riguardo per la sezione degli Archivi Privati.-

Completò il discorso l'ufficiale della III Brigata. Sven cercò di memorizzare mntalmente, ripassare, e imaprare ogni singola informazione ricevuta nelle ultime ore. Un erroere di valutazione rischiava di compromettere l'intera missione, e mettere in pericolo numerose vita.

Si sentiva vagamente preoccupato, ma come dagrgli torto? Ma ardeva di desiderio di punire quei maledetti. Voleva rendersi utile alla causa, e questa volta aveva i mezzi per combattere al meglio. Strinse la presa sulla Weibe Kreuz, nell'accendersi la seconda sigaretta.

-Io e Takeo-san conosciamo quasi tutti in questa sala...abbiamo combattuto assieme a voi e sappiamo quanto valete. E' un onore e un privilegio avervi al nostro fianco in questa impresa. E' una missione pericola, su questo non ho dubbi... ma so che abbiamo le capacità per farcela! Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno! E' tutto. Takamichi-san, Takeo-san... volete aggiungere qualcosa?

Gli occhi chiusi, la sua Marlboro stretta tra le dita, Sven sorrise. Non conosceva gli Dei della Morte lì Radunati, a parte i comandanti. Gli Shinigami non conoscevano nè lui, nè Shinji nè Hay. E nemmeno Takamichi. Erano due categorie che avevano trascorso gli ultimi due secoli ad odiarsi.
Eppure...Forse questa crisi era l'occasione per costruire un nuovo futuro di collaborazione. Non tregua: alleanza.

[...]



Il meeting era terminato. Volse lo sguardo verso Hay e Shinji, cercando di stemperare la tensione.

- Possiamo farcela. Se mantenuto un basso profilo, le azioni operative di questo tipo hanno spesso successo. -

Disse, come a rincuorare sè stesso e gli altri con la propria esperienza da Agente Federale. Ciò che diceva era vero...Ma aveva taciuto il dettaglio delle perdite. Quante vite sarebbero state sacrificati per ottenere la vittoria? Anche la sua? Anche la loro?
imprecò mentalmente a questo pensiero, vista l'età dei due ragazzi.

Posando lo sguardo su Felio, invece, gli tornò in mente l'orribile esperienza con Juggernaut, in Alaska. Forse no nera il moemnto più adatto per consegnarli il messaggio. Forse sarebbe stato meglio attendere il termine della missione?

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Vecchia minaccia, nuova missione





...


Tante cose, troppe cose, si erano susseguite nella vita di Shin Kazama dal giorno di quella pericolosa missione in terra americana...
Era sopravvissuto all'attacco di un avversario, Alejandra, che aveva tutta l'aria di essere una più potente specie di hollow, forse persino più potente di un gillian... Aveva intrapreso una nuova missione, nella quale si era ritrovato a tu per tu con il fantasma del suo recente passato, Miranda.
L'ex shinigami, gli aveva rivelato particolari shokkanti su cosa le era accaduto dopo la fuga dal seireitei.
Aveva acquisito poteri da hollow, aveva detto...Vizard si faceva chiamare.
Nella testa del ragazzo riaffiorò terrificante, l'immagine di quella maschera felina bianca come le ossa di un hollow...
Ma erano accadute anche cose piacevoli e sorprendenti, che rincuorarono subito l'animo di Shin; Aveva finalmente rivelato i suoi sentimenti alla donna che amava, Kangae...e lei lo aveva ricambiato, mostrandosi felice nel sentire quelle cose. Da quei nuovi sentimenti, da quelle nuove e più forti emozioni, Shin aveva preso la forza e il coraggio per proseguire il suo cammino, riuscendo finalmente ad ascoltare la voce della sua zanpakuto, Naibuka, la quale da molto fremeva per entrare in contatto con lui...aveva ottenuto una promozione per questo...adesso poteva vantare di essere un ufficiale del gotei X; da adesso non sarebbe più stato uno shinigami qualunque...

...



Erano passati poco più di 2 giorni dalla sua ultima missione, quella in Australia, che nuovamente il neo-ufficiale fu chiamato a rapporto dal comando del suo gotei per ricevere informazioni circa un nuovo incarico della massima importanza.
°Non pensavo che raggiungere la nomina ad ufficiale avrebbe compreso anche maggiori incarichi da svolgere°
Li, aveva ricevuto una busta sigillata dalle mani di un ufficiale del Gotei I, Takeo Kikuta vecchio amico di Felio Sanada, nella quale erano state inserite alcune foto apparentemente senza senso di un luogo a prima vista freddo ed inospitale, la Siberia.
Gli era stato chiesto di prendere parte alla nuova missione, visto che aveva già avuto a che fare con l'Organizzazione.
Sorridendo alla vista di quelle foto, Shin passò la mano sull'elsa della sua soul slayer, pensando che non si sarebbe mai più dovuto preoccupare troppo del freddo visto che finalmente aveva sprigionato il calore avvolgente del potere di Naibuka...
Senza pensarci troppo Shin accettò la proposta dell'ufficiale, il quale assieme al suo amico Felio aveva avuto l'incarico di formare una squadra di shinigami per affrontare la vecchia minaccia...

[...]



Il portale preparato appositamente per tutti i convocati per la nuova missione, si era appena spalancato e Shin fu tra i primi a varcarne la soglia nel mondo reale, approdando in una stanza abbastanza grande da contenere una ventina di persone. Appena arrivato, notò alcuni volti familiari, tra cui spiccò quello del suo amico Felio Sanada, l'ufficiale con cui aveva condiviso l'ultima missione. Il suo sguardo indugiò sul simbolo da ufficiale del ragazzo dai capelli corvini, notando che nel frattempo anche lui aveva ottenuto una promozione. Contento per il suo avanzamento e orgoglioso nel poter raccontare di aver combattuto al suo fianco, Shin salutò il ritrovato compagno con un gesto militare. In seguito accennò un lieve sorriso di circostanza giusto per non rendersi partecipe della tensione che aleggiava in quel posto
-Felio san, è un piacere e un onore per me, trovarla qui... anche se credo che questa convocazione sia tutt'altro che una riunione di piacere...-
Proseguendo con lo sguardo, Shin scorse un altro viso familiare
°Oh, c'è anche Kikuta san...°
-Buona sera anche a lei Kikuta san, è un piacere riincontrarla così presto...-
Gli altri due individui presenti erano senza dubbio Quincy, dato il classico abbigliamento completamente bianco e quell'aria spavalda tipica degli esseri umani...
°Se ci sono anche loro allora la situazione è più grave di quanto avessi mai potuto immaginare°
Il più giovane, all'apparenza, dei due quincy, continuava distrattamente a rileggere il fascicolo corredato di foto, identico a quello che anche lui aveva ricevuto.
-Credo che non servirà a molto rivedere quei documenti, se ci hanno convocato qui probabilmente ci daranno ulteriori delucidazioni sulla missione...nel frattempo...io sono Kazama Shin, IX seggio del Gotei X...con chi ho il piacere di parlare?-
Accantonando la sottile linea di tensione che si poteva sentire nell'aria, Shin ruppe il ghiaccio presentandosi al quincy dall'aria leggermente preoccupata ma, almeno a vista, per niente scontrosa.
Dopo aver ascoltato la sua risposta, si sarebbe sistemato al suo posto, nell'attesa degli altri convocati...

briefing start's





Una volta terminate le presentazioni di tutti i convocati, la riunione ebbe luogo, in un susseguirsi di informazioni poco rassicuranti circa l'obbiettivo della missione
CITAZIONE
-Abbiamo motivo di ritenere che in questa struttura siano stati costruite le apparecchiature che meno di sette giorni fa hanno causato la morte del personale umano nel carcere statunitense di Leavenworth. L'obbiettivo della missione sarà dunque quello di assumere il controllo dell'intero complesso, o almeno dei punti nevralgici che consentiranno al resto delle truppe di Arcieri Spirituali e di Dei della Morte un più facile ingresso.-

Fu il quincy accanto a Felio a cominciare con le spiegazioni circa il luogo e le strategie da attuare in missione
CITAZIONE
-Boris Ivanovich, proprietario del complesso, è -o meglio era- al comando della VII Divisione Russa dell'Ordine dei Quincy... E abbiamo ragione di credere che abbia accentrato attorno a sé entro il perimetro del complesso, una ingente porzione delle truppe di stanza nel territorio.-
- per quanto Arcieri spirituali, coloro che presidiano l'obbiettivo sono da considerarsi traditori, e per questo...dovranno essere eliminati senza pietà.-

Nel primo piano sotterraneo si trovano degli Archivi Privati dei Quincy. L'Ordine non ha voluto divulgare notizie in proposito e rispettiamo tale segretezza. Come potrete osservare le stanze sono poche e sicuramente conterranno molti mobili per l'archiviazione e la catalogazione. Inoltre presumiamo che il nemico non lasci l'ingresso a tale luogo incustodito.

Ancora una volta, dietro tutto questo c'era di mezzo l'organizzazione con cui Shin e gli altri shinigami li presenti, si erano scontrati a Leavenworth...
La spiegazione era, a parole, abbastanza semplice. Il difficile sarebbe toccato alle varie squadre una volta entrati nell'edificio. Ognuna di esse, ad eccezione della squadra quincy e di quella di Felio e Takeo, si sarebbe dovuta occupare dei generatori di kekkai, simili in tutto e per tutto a quello che avevano già trovato in quella prigione americana
CITAZIONE
-La squadra Ake sarà composta dal IX Seggio Kazama Shin e dagli Shinigami Kobayashi Kotetsu e Donfijou Federick.-

Felio rivolse un sorriso in direzione di Shin, forse compiaciuto nel constatare la sua promozione al grado di ufficiale. Assieme agli altri due shinigami che gli erano stati assegnati, Shin avrebbe dovuto recarsi al secondo piano interrato per distruggere uno dei tre generatori di kekkai.
-Dovremo dare il duecento per cento contro i nostri avversari...- sentenziò Shin piuttosto sottovoce, giusto per farsi sentire dai nuovi compagni di squadra. Aveva sperimentato sulla propria pelle che, dare il cento per cento contro quel genere di avversari, non sarebbe servito a gran che...Erano terribilmente potenti ed il sol pensiero di affrontarli ancora una volta fece venire la pelle d'oca al giovane ufficiale.
-Quindi se non ho capito male, fino al secondo piano i gruppi Sekishu, Kurenai e Ake, proseguiranno insieme...-
Dopo l'eventuale risposta, Felio concluse il suo discorso con delle raccomandazioni personali
CITAZIONE
-Uff... Prima di rompere le righe, c'è una cosa che desidero condividere con voi.-

-Io e Takeo-san conosciamo quasi tutti in questa sala...
abbiamo combattuto assieme a voi e sappiamo quanto valete.-

-E' un onore e un privilegio avervi al nostro fianco in questa impresa.-

-E' una missione pericolosa, su questo non ho dubbi... ma so che abbiamo le capacità per farcela!-

-Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno!-

La voce di Shin risuonò come un'incitazione di coraggio per tutti i presenti
-Conti pure su di noi Felio san. Dobbiamo mettere fine a questa storia!-

...

Edited by dante.87 - 27/9/2009, 12:54

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©.Rin




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Grado: Recluta
Crediti: -






My authentic japanese name is 長谷川 Hasegawa (long valley river) 海斗 Kaito (big dipper of the ocean).
Take your real japanese name generator! today!
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E tu che personaggio di bleach sei? Vieni a scoprirlo!
 
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~ Briefing
Karakura Town, tarda notte.




La situazione non gli piaceva per niente.
A causa della sua indole i posti sovraffollati gli davano fastidio.
Odiava la calca, l’essere continuamente a contatto con il corpo.
Odiava in un certo senso il contatto fisico.
E quella stanza, abbastanza spaziosa ma sicuramente troppo piccola per il numero di persone che vi stavano dentro.
Solitamente in certe situazioni vi era sempre un brusio di fondo. Non in quel caso.
E non aveva niente a che vedere con l’ora, sicuramente più adatta ad attività più tranquille.
Forse era per via della convocazione abbastanza improvvisa, o per l’aria abbastanza tesa che si respirava, ma erano ben poche le persone che avevano voglia di conversare amabilmente.
Lui non ne faceva parte.
Restava in disparte, per quanto possibile, e nel momento in cui varcò la soglia andò a sedersi tra gli ultimi posti, per niente interessato a stare al centro dell’attenzione.
Invece quel posto gli dava l’opportunità di osservare i volti dei presenti.
La stragrande maggioranza portavano i classici abiti che li contraddistinguevano come Shinigami.
Alcuni li conosceva personalmente, altri per sentito dire, ma la maggior parte erano sconosciuti.
Solo quattro figure spiccavano in mezzo alle vesti corvine. Portavano abiti di un bianco candido.
Lo stesso colore che non evocava in lui graditi ricordi, nonostante sapesse che non avevano nulla a che vedere con i presenti.
Sempre grazie alle voci che circolavano con insistenza tra le brigate, li identificò senza troppi problemi.
Quincy.
Non aveva mai avuto a che fare personalmente con quel genere di persone, ma conosceva i rapporti non troppo idilliaci tra le due fazioni.
Niente che gli interessava, comunque.
Finché non commettevano un torto nei suoi confronti non aveva motivo di disprezzarli per fatti avvenuti in tempi remoti.
Il filo dei suoi pensieri venne interrotto bruscamente da altre tre figure.
Non andarono a posizionarsi nei banchi, già pieni, ma si mossero in direzione del banco che ospitava sopra di sé un proiettore. Non avevano bisogno di presentazioni.
Li conosceva bene entrambi e aveva letto nelle cartelle che gli avevano dato pochi giorni prima che erano in un certo senso i coordinatori del piano.
I due Shinigami li conosceva bene.
Takeo Kikuta, il primo. Un giovane nei cui occhi si poteva leggere una sapienza che andava ben oltre l’età che dimostrava e un valore indiscusso. Lealtà e fedeltà al Gotei erano le qualità che gli avevano permesso di fare carriera all’interno di una delle brigate più prestigiose, la prima.
Ma al di là dei suoi meriti formali, ciò che per il giovane Ian importava di più era che fosse stato il suo primo e ultimo sensei. L’unico al quale fosse riuscito ad affidarsi in un momento non facile. Una persona su cui si poteva contare senza problemi.
L’altro era Felio Sanada. Capelli corvini e occhi di un verde intenso che scrutavano i presenti.
Era stato lui a guidarli nella gloriosa vittoria di Leavenworth, al Castello.
Lì dove tutto aveva avuto origine.
Anche Felio era una persona di sicuro valore e abilità. Bastava guardarlo negli occhi per capire che un giorno sarebbe potuto diventare Capitano, un giorno o l’altro.
Dell’altra persona conosceva esclusivamente il nome, per il semplice fatto che era indicato nei fogli consegnatili prima di quella convocazione.
Takamichi Takahata, coordinatore del gruppo dei Quincy.
Fu lui a prendere la parola per primo.
I minuti che seguirono furono un concentrato di notizie che riuscì a memorizzare grazie al fatto che la maggior parte le conosceva già.
I tre delinearono con chiarezza il piano nei dettagli.
La struttura era protetta da un Kekkai generato da uno degli apparecchi che lui stesso aveva riportato alla Soul Society, dopo averlo sottratto ad Alejandra.
Una volta disattivato i gruppi riuniti avrebbero sfondato la parte più esterna delle protezioni per poi entrare nel complesso.
I Quincy si sarebbero occupati del primo piano sotterraneo, dove si trovavano gli Archivi, una probabile fonte di informazioni utili.
Il secondo piano era decisamente più complesso del primo ed ascoltò con maggior attenzione, in quanto implicato personalmente. Tre gruppi di Shinigami sarebbero stati penetrati nel piano e ognuno avrebbe cercato di disattivare tre Generatori Spirituali.
All’ultimo piano, quello più protetto, vi erano i laboratori.
Fu Felio, poi, a comunicare la divisione dei gruppi.
Stava già digrignando i denti, pensando di dover sottostare ancora una volta agli ordini di qualcuno, ma con sua sorpresa si ritrovò ad essere quello col grado più alto all’interno della sua squadra, la squadra Kurenai.
-La squadra Kurenai sarà comporta dal X Seggio Kon Ian e dagli Shinigami Kurosaki Matt e Valkyrie Christopher.-
Provò un certo disagio. Era la sua prima missione da capogruppo e non potè evitarsi di pensare alla sfortuna che gli altri due avevano avuto.
Al cenno che Felio gli fece rispose piuttosto rigidamente con un cenno del capo.
Sapeva che con tutta probabilità la colpa non era sua, ma l’aver rischiato la vita senza poi aver avuto alcuna delucidazione era qualcosa che in lui bruciava ancora.
Soprattutto perché ancora adesso era all’oscuro di troppe cose, nonostante le sue vicende in Egitto.
Ma sarebbe andato in fondo alla questione. O sarebbe morto.
Si accorse di aver perso il filo del discorso di Felio e cercò di prestare maggior attenzione.
-E' una missione pericola, su questo non ho dubbi... ma so che abbiamo le capacità per farcela. Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno!-
E’ un abile oratore, non c’è che dire.
Tutti i presenti sembravano essere stati colpiti da quelle parole.
Si sentiva che erano sincere e non le parole di un uomo ad un gruppo di kamikaze.
Per quanto detestasse ammetterlo quelle parole non lo lasciarono indifferente.
Riuscì a provare un po’ più di fiducia in sé stesso.
Chissà, forse lui e i suoi compagni sarebbero anche usciti vivi da quella missione.
Nel mentre una persona a lui conosciuta aveva alzato un urlo d’incoraggiamento, facendo eco alle parole di Felio.
Sorrise. Shin Kazama non era cambiato per niente.
Era così diverso da lui.
Probabilmente avrebbero anche preso strade diverse.
Lo fissò intensamente per qualche istante, pensando al loro destino.
Già. Così diverso.
Fece un cenno nella sua direzione e si portò due dita alla tempia in segno di saluto, poi si alzò senza aspettare risposta.
Si guardò un po’ in giro.
Rievocò con la mente le parole di Felio, setacciando tra i suoi ricordi i nomi degli altri due Shinigami della squadra Kurenai.
Matt Kurosaki.. Christopher Valkyrie.. Christopher Valkyrie?
Il primo gli era completamente sconosciuto mentre il secondo gli fece sfuggire un sorriso.
Gli venne in mente un giovane irruente e bellicoso con cui aveva combattuto qualche tempo fa.
Ricordò anche il biglietto che gli aveva lasciato alla fine del loro combattimento.
Ci sarà da divertirsi.
Era contento. Era indubbiamente un ragazzo in gamba.
Speriamo lo sia anche l’altro.
Lo cercò con lo sguardo e lo vide in piedi poco distante.
Un Ufficiale avrebbe fatto conoscenza coi suoi compagni di (s)ventura, no?
Gli si avvicinò con un gran sorriso.
- Ehilà, Christopher, guarda chi si vede. A quanto pare saremo nella stessa squadra. -
In attesa di un eventuale risposta avrebbe poi aggiunto.
- Senti, l’altro dovrebbe essere un certo Matt Kurosaki. Sai per caso chi è tra i presenti? -



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Look,
If you had one s h o t, or one opportunity
To seize everything you ever wanted
In one moment,
Would you capture it or just let it slip?
Yo
 
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B

ella come mai s'era vista, fredda come nessuno avrebbe mai immaginato di vederla, Tarja Turunen - Hinatoshi fece il suo ingresso nella stanza, affollata di banchi e sedie, con un'insolita delicatezza, atterrando sul parquet chiaro senza emettere alcun suono.
Il suo corpo sinuoso, avvolto mollemente nell'ampio shihakusho - tanto che sembrava navigarci dentro -, nero come un'ala di corvo, fuoriuscì dalla luce pura che proveniva dal Senkaimon aperto con una grazia e una morbidezza tali da far pensare che in realtà stesse nascendo da quel candore accecante, che si rifletteva sulla sua pelle immacolata e bianca, facendo brillare la sua figura sottile come di luce propria.
I lunghissimi capelli, lisci e lucenti come ebano smaltato, dopo aver compiuto nell'aria un movimento simile all'ondeggiare minaccioso di una frusta, le ricaddero sulle spalle sottili, creando morbide onde quasi invisibili sulla stoffa scurissima del suo kimono.
Ombreggiato da quella cascata eburnea, il suo splendido volto da bambola di porcellana - come al solito, lievemente truccato - era composto in un'espressione perfettamente neutra, che non lasciava presagire nulla del tormento interiore che in realtà divorava a brano a brano, come acido, il suo cuore.
Le sue labbra soffici e rosee si lasciarono sfuggire un lieve sospiro. La figuretta si drizzò, schiudendo le palpebre pesantemente ripassate di trucco nero, morbidamente sfumato in un vellutato blu notte, e scandagliando la stanza con uno sguardo penetrante, sollevando appena un sopracciglio, per una reazione meccanica di curiosità latente, al vedere il niveo quartetto discosto di quelli che identificò come Quincy.
Gli occhi di Tarja Hinatoshi, ora completamente svelati dalle lunghe, fitte ciglia, erano profondamente cambiati.
Non erano più di quel colore solitamente vivacissimo nelle sue miriadi di liquide sfaccettature.
Sembravano due schegge di ghiaccio, assolutamente inespressive, apatiche, opache.
Erano gli stessi occhi che Felio Sanada le aveva visto sul viso il giorno in cui l'aveva lasciata, dopo un combattimento estenuante più dal punto di vista psicologico che fisico.
Gli occhi di chi si era visto rifilare dalla vita un ennesimo due di picche.
Gli occhi di una persona a cui, ormai, non importa più tanto della propria vita.
Gli occhi di una prigioniera, che vede lentamente salire il livello di acqua e succo di cicuta nella propria cella, e lo guarda priva di espressione, preparandosi a berlo tutto, fino all'ultima goccia.
Molto più simile a una vera shinigami di quanto lo fosse mai stata in vita sua.
Mosse due passi silenziosi nella stanza, dimostrandosi la più giovane, la più bassa e la più inesperta tra la dozzina di dei della morte, suoi compagni in quella missione carica di incognite.
Li osservò uno per uno, scoprendo di non conoscerne la maggior parte. Riconobbe le iridi eterocrome, splendenti come gemme, di Harin, e i capelli d'argento fuso di Christopher.
"Ce l'hanno fatta, dunque. Non ne avevo dubbi.."
Solo i Kami sanno quanto avrebbe voluto sorridere, in quel momento che sembrava congelato dal suo sguardo scolpito nel ghiaccio polare. Solo un piccolo sorriso verso i suoi compagni, che le avevano dato la forza di continuare a lottare, di non arrendersi alle difficoltà di quel maledetto esame.
Ma tutta la voglia di piegare le labbra in una manifestazione, anche se minuscola, anche se insignificante, di gioia, le era stata strappata.
Eccolo.
Takeo Kikuta. Impossibile non riconoscere tra mille la sua figura severa, delineata dallo shihakusho che ne evidenziava il profilo dei muscoli, senza nascondere la perfezione del suo corpo agli occhi della gente..
Per poco non si portò una mano al petto, come a voler constatare che la fitta che aveva appena sentito attraversarle il cuore fosse davvero solo spirituale.
Lo amava tanto da star male. Era l'unico che potesse portare la serenità e la speranza nel suo cuore, e dare alla sua vita una parvenza di gioia.
Si morse il labbro inferiore, ricacciando il dolore giù, nel fondo della sua anima, dove nessuno avrebbe potuto vederlo. Nemmeno lui.
Perchè la figura non più sbiadita dagli anni di Umasi continuava ad apparire dietro le sue palpebre? Perchè ogni volta che si sfiorava le labbra, ricordando i baci delicati di Takeo, continuava a venirle in mente quello inesperto e febbricitante di Muguruma?
Represse l'istinto di nascondersi il viso tra le mani, e spostò rapidamente lo sguardo su Felio, come cercando qualcosa a cui appigliarsi per non affondare, per non crollare sulle ginocchia e dimostrare, ancora una volta, di essersi imbarcata in un'impresa ben al di sopra delle proprie capacità.
Ben lungi dall'essersi tranquillizzata, si sedette al suo posto, davanti alla scrivania su cui era adagiato quello che riconobbe come un piccolo proiettore di immagini, accoccolandosi morbidamente sulla sedia con un movimento felino.
Di fronte a lei, un essere umano, ovviamente a lei sconosciuto. Dopotutto - pensò - non conosceva neanche la maggior parte degli shinigami con cui si sarebbe trovata ad affrontare la missione.
Ne osservò i lineamenti sottili e marcati e i capelli brizzolati, constatando come questi dettagli, insieme a una ruga sottile all'angolo della bocca - sintomo sicuramente di preoccupazione più che prova di un'età avanzata - facevano immaginare un'età ben maggiore rispetto a quella reale.
Takamichi T. Takahata.. un Quincy la cui voce armoniosa salutò la piccola folla di Shinigami e Maestri Distruttori che aspettava, ansiosamente, di conoscere tutti i dettagli della missione che avrebbero dovuto affrontare.
Nel silenzio, le parole dell'uomo venivano meccanicamente assorbite dalla mente attenta di Tarja.. concentrata disperatamente sul suo compito per evitare di divagare verso altri più dolorosi pensieri.
La sua mano corre lieve a un piccolo telecomando sulla superficie scura del tavolo. Dopo uno scarto minimo di tempo, una griglia di immagini compare sullo schermo a cristalli liquidi.. gran parte delle quali sono invase dal bianco, che sfoca tutti i contorni e addenta le forme.
Neve.
Qualcosa dentro la dea della morte mormorò il suo piacere al vedere quei fiocchi bianchi ricadere su quello che era la loro destinazione ultima.. i Laboratori Ivanovich, sepolti nel ghiaccio della Siberia.
Come in sogno, ipnotizzata dalle complesse geometrie di brina, sentì la voce del Quincy spiegare cosa ci fosse di tanto pericoloso dentro quel famigerato complesso.
« Vi sarà una forte resistenza, nel migliore dei casi: per quanto Arcieri spirituali, coloro che presidiano l'obbiettivo sono da considerarsi traditori, e per questo.. dovranno essere eliminati senza pietà. »
La testolina perfettamente agghindata di Tarja assorbì informazioni su informazioni, estrapolando i punti salienti.
Uccidere senza pietà.. era quello che le faceva davvero paura. Avrebbe avuto abbastanza sangue freddo da uccidere delle persone, anche se rinnegati? Avrebbe potuto non esitare nell'affondare la zanpakuto nel cuore del suo avversario?
Strinse la piccola mano a pugno sugli hakama neri come la notte.
Takeo si alzò. La ragazza non potè fare a meno di ammirarne la severità e la decisione, mentre ascoltava la sua voce così amata descrivere la complessa struttura dei Laboratori Ivanovich.
Le diapositive si cedevano il posto sullo schermo, mostrando diverse piante e immagini di stanze monotone vvolte in un'inquietante penombra.
La voce dello shinigami s'interruppe, e Tarja seppe che i suoi occhi di zaffiro stavano trapassando tutti i presenti.
Lo sentì, quello sguardo accorato, cercare vanamente il suo, reclinato sul banco.
Colpevole.
Quasi tirò un sospiro di sollievo quando quella sensazione l'abbandonò e fu il suo ex-sensei Felio Sanada a prendere la parola, annunciando la composizione dei gruppi e il traguardo di ognuno.
« La squadra Sekishu sarà composta dal X Seggio Makimachi Harin, e dalle Shinigami Hinatoshi Tarja e Kotetsu Jinko. »
Finalmente, la piccola dea della morte trovò il coraggio di alzare lo sguardo opaco, per incontrare quello del suo adorato sensei.
« Io e Takeo-san conosciamo quasi tutti in questa sala.. abbiamo combattuto assieme a voi e sappiamo quanto valete. E' un onore e un privilegio avervi al nostro fianco in questa impresa. E' una missione pericolosa, su questo non ho dubbi.. ma so che abbiamo le capacità per farcela! »
Un lieve rossore colorò le guance della ragazza, che non riuscì a trattenersi dal fare una graziosa quanto incredula smorfietta, che il Sanada conosce molto bene.. è un chiaro segno della poca fiducia che lei nutre in se stessa.
"Un onore e un previlegio, come no.."
« Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno! »
Nessuna parola da parte della piccola shinigami.. solo uno sguardo estremamente fermo e deciso nacque improvvisamente dall'apatia dei suoi occhi di diamante.
Lo stesso sguardo di quando aveva giurato a se stessa e a Felio che avrebbe ottenuto la forza che le avrebbe permesso di andare avanti, sempre. E proteggere chi non poteva farlo.



Edited by . A n k o k u - 2/10/2009, 13:28

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« voi mangiate, dormite, vi baciate, fate sesso.
combattete seriamente come se foste sul punto di uccidervi a vicenda.
poi fate sesso, così, come se steste combattendo.
vi baciate e dormite. »
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« he lived as a fugitive, a traitor, a criminal, praying for the release of death. he traded his pride for disgrace.. and your love for your hatred. and even still, Itachi died with a smile on his face. »
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« tooi omoide no youna chikireta yume.
chikireta yume no youna tooi omoide.
tsunagi awasetainda..
..issho ni. »
{ akuroku }
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yuna.
« stay with me. until the end. please. »

tidus.
« not until the end. always. »
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« 私。。。思い出にはならないさ。 »

« Watashi.. omoide ni wa naranai sa. »

« I will never be a memory. »

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view post Posted on 4/10/2009, 17:48Quote
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Se lui è il mio stigma...allora questo dolore è tutto ciò che possiedo!

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 23:17


Prologue


-Parlato-
"Pensato"
Parlato altri

Con un solo passo, quasi balzando, attraversai la parete di luce del Senkaimon e atterrai a piedi uniti sul solito e nostalgico asfalto, le mani in tasca e i capelli d’argento vivo che per un attimo, sospesi nell’aria e illuminati dalla luce della luna, splendettero, prima di ricadere sulle mie spalle.
Era notte quando ero partito, era notte quando ero arrivato: il mondo dei vivi, il mondo dove ero nato, cresciuto e morto, mi dava di nuovo il suo benvenuto. Peccato solo che non fossi in America ma in Giappone, luogo d’origine di colui che odiavo tanto e che mi aveva dato metà del sangue che mi scorreva nelle vene. Ma scacciai subito quel pensiero, me ne sarei occupato a tempo debito. Ora era il momento di trasformarsi in una macchina da guerra.
Pochi minuti prima infatti ero stato svegliato e convocato d’urgenza da un ufficiale della mia Brigata, che si era limitato a consegnarmi un dossier in una busta nera e a ordinarmi di attraversare il prima possibile il Senkaimon appositamente preparato. Al dossier avevo solo dato una scorsa correndo, ma solo le prime righe era state sufficienti a dirmi cosa mi aspettava.
Chiunque nella Seireitei aveva sentito parlare della tremenda impresa che alcune squadre di Shinigami aveva dovuto sostenere a Leavenworth: appena avevo sentito il nome mi era tornato in mente che lì c’era un carcere piuttosto famoso, e infatti era proprio lì che avevano combattuto. I particolari erano sconosciuti, ma si mormorava che moltissime persone fossero morte, tutta feccia d’altro canto considerando che erano detenuti, e che le squadre avessero riportato <<qualcosa>> di estrema importanza. Mi sarebbe piaciuto da matti esserci anche io, ma a quel tempo ero ancora in riabilitazione per le ferite subite durante il mio esame e non potevo muovermi. Ma il riscatto era finalmente giunto: la relazione diceva, riassumendo, che era stata individuata la provenienza del <<qualcosa>> recuperato, uno strano marchingegno, e che gli Shinigami, per la prima volta in collaborazione con i Quincy, avrebbero dovuto invadere quel luogo. Un assalto a una fortezza in pratica, cosa che mi esaltava da matti. Per quanto riguardava i Quincy non avevo nessun problema, la passata guerra tra loro e gli Shinigami non mi riguardava minimamente, perciò non avevo nessun motivo per odiarli. Anche che distruggessero le anime degli Hollow invece di purificarle mi era del tutto indifferente.
Alzai gli occhi per osservare l’edificio davanti a me: a prima vista un comunissimo edificio giapponese, ma anche uno inesperto come me riusciva a percepire l’energia spirituale che lo ricopriva e che indicava la presenza di una potente barriera, probabilmente anti-intrusi. La attraversai senza problemi e superai la soglia aperta.

La stanza in cui si sarebbe tenuta la riunione sembrava un’aula: tre lunghi banchi da dieci posti con relative sedie e un tavolo con soli tre posti davanti, sopra cui era appoggiato un proiettore. Spartano, in un certo senso: incontrava i miei gusti. Non ero il primo, c’erano già altre persone, tra cui alcuni, in perfetto contrasto con gli shihakusho, vestiti con una tunica bianca: i famosi Quincy. Ovviamente non ne conoscevo nessuno, essendo la prima volta che li vedevo, ma mi sembrò subito gente capace, per nulla inferiore a noi come esperienza. Invece di volti familiari fra gli Dei della Morte c’è n’erano eccome: Takeo Kikuta in primis, che avevo conosciuto in più di un’occasione e che stimavo; Harin Makimachi, una ragazza conosciuta durante l’esame; Tarja Hinatoshi, anche lei conosciuta durante l’esame; Ian Kon, a cui avevo promesso di rendergli la batosta subita; Matt Kurosaki, un pivello che avevo battuto tempo fa; e infine Kotetsu Kobayashi, un membro più anziano del mio stesso Gotei che mi aveva legnato di brutto, ma che mi aveva anche insegnato molto.

”Hanno radunato molta gente tosta. Good, very, very good: vuol dire che il pericolo non è da meno.”

Eccitato come un idiota nel pensare ai pericoli che mi attendevano mi sedetti su una sedia libera senza salutare nessuno: lo avrei fatto a riunione conclusa.

Quando fummo tutti riuniti tre figure si sedettero al tavolo principale: uno era Takeo, l’altro uno Shinigami che non conoscevo e l’ultimo un Quincy. Fu quest’ultimo a parlare per primo: dalla faccia sembrava un pacifista, che però non mostrava alcuna pietà se la situazione lo richiedeva. Soprattutto, i suoi occhi rivelavano un’esperienza molto vasta.
CITAZIONE
-Innanzi tutto benvenuti a tutti voi.-
-Non abbiamo molto tempo, quindi passerò subito alle presentazioni. Il mio nome è Takamichi T. Takahata, coordinatore assieme ai qui presenti ufficiali delle forze Quincy nella missione congiunta che vedrà impegnate le truppe dell'Ordine e del Gotei XIII nell'attacco più vasto dell'ultimo secolo.-

”Uh uh! Già l’inizio suona favoloso.”

Takahata poi azionò un telecomando, accendendo il proiettore e facendo comparire diverse immagini sullo schermo alle sue spalle: riprese dall’alto di un complesso di edifici industriali immerso in un paesaggio innevato. Ovvio, poiché era la Siberia.
CITAZIONE
-Quelle che vedete sono immagini prese da satelliti convenzionali del complesso che costituisce i Laboratori Ivanovich.-
-Abbiamo motivo di ritenere che in questa struttura siano stati costruite le apparecchiature che diciannove giorni e sedici ore fa hanno causato la morte del personale umano nel carcere statunitense di Leavenworth.-
-L'obbiettivo della missione sarà dunque quello di assumere il controllo dell'intero complesso, o almeno dei punti nevralgici che consentiranno al resto delle truppe di Arcieri Spirituali e di Dei della Morte un più facile ingresso.-

”Ah, quindi noi saremo soltanto la punta di sfondamento. In effetti è un pò troppo grande per noi da soli.”

Pensai, mentre le immagini cambiavano rivelando mappe della struttura, dell’ambiente circostante e altre informazioni basilari. Lasciarono poi il posto a foto di dozzine di apparecchiature militari, tra cui perfino dei missili, e di mura degne di una prigione. Altro che laboratori, sembrava una base militare! L’ultima fotografia era quella di un uomo anziano, ma dallo sguardo di ghiaccio.
CITAZIONE
-Boris Ivanovich, proprietario del complesso, è -o meglio era- al comando della VII Divisione Russa dell'Ordine dei Quincy... E abbiamo ragione di credere che abbia accentrato attorno a sé entro il perimetro del complesso, una ingente porzione delle truppe di stanza nel territorio.-
-Vi sarà una forte resistenza, nel migliore dei casi: per quanto Arcieri spirituali, coloro che presidiano l'obbiettivo sono da considerarsi traditori, e per questo...- -...dovranno essere eliminati senza pietà.-

Non feci una piega alla notizia: se mi veniva ordinato di far fuori qualcuno lo facevo, indipendentemente da chi o cosa era. Un bersaglio era un bersaglio e niente più. Non avrei avuto alcuna esitazione.
Takahata passò poi la parola a Takeo.
CITAZIONE
Buonasera a tutti, per coloro che ancora non mi conoscono mi presento. Takeo Kikuta 3° Seggio della I Brigata. Ora vi parlerò in dettaglio della struttura dei laboratori.
Intorno all'edificio è stata eretta una potente Kekkai che impedisce l'intrusione nell'area tramite Sekaimon o qualsiasi altra tecnica di teletrasporto. Fortunatamente questa barriera è generata da macchinari quindi si potrà distruggere senza dover ricorrere a speciali squadre che fanno uso di Kidou.
Considerando l'impossibilità di entrare coi nostri convenzionali mezzi, abbiamo deciso di usare una tattica prettamente umana: lo sfondamento. Una volta abbattuto il cancello ed entrati nel piano terra dell'edificio, sfrutteremo l'effetto sorpresa e il probabile disorientamento nemico per riuscire a raggiungere le parti più interne della struttura che ci verranno assegnate.

”Uhm, non male come strategia. Tranne che per il fatto che se quel Ivanovich è intelligente quanto sembra allora avrà previsto questa possibilità. Ma di sicuro Takeo e gli altri l’hanno tenuto in conto.”
CITAZIONE
Come potete vedere sono presenti ascensori nell'ingresso che vi porteranno ai piani a cui sarete destinati, andandoli a vedere nello specifico...
Nel primo piano sotterraneo si trovano degli Archivi Privati dei Quincy. L'Ordine non ha voluto divulgare notizie in proposito e rispettiamo tale segretezza. Come potrete osservare le stanze sono poche e sicuramente conterranno molti mobili per l'archiviazione e la catalogazione. Inoltre presumiamo che il nemico non lasci l'ingresso a tale luogo incustodito.
Pochi metri sotto si trovano i principali obbiettivi della missione, cioè i generatori. Mi sembra inutile dirlo ma qui si potrebbe trovare la maggior resistenza da parte della divisione russa. Infine nei piani sotto ci sono i laboratori, non si sa con certezza cosa si possa trovare lì sotto, per questo solo alcuni di noi potranno scendere fin là.
Non è da escludere che in questa struttura possiamo incontrare membri dell'Organizzazione stessa. Di certo non sono così sprovveduti da lasciare un luogo così strategico privo di difese ed ora che sono consapevoli che noi conosciamo la loro presenza si saranno fatti sicuramente più cauti.
Dopo la negativa esperienza che abbiamo passato è stato deciso dalle alte sfere delle nostre rispettive organizzazioni di vietare l'uso di guerrieri sotto il grado di Shinigami e Quincy. Nonostante questo attualmente non conosciamo ne il numero ne la potenza del nostro nemico, ma basandoci sui pochi elementi a nostra disposizione abbiamo ipotizzato che essi possano superare le nostre capacità.
Nel caso vi imbattiate in loro, vi sconsiglio caldamente di tentare uno scontro. Dire che rischiate la vita non è una leggerezza da parte mia. Se succederà di trovarvi di fronte ad un nemico più forte di voi, fuggite, prendete tempo e richiedete rinforzi. Questo è tutto.

Mi lasciai scappare un sorrisetto a quella notizia: primo perchè trovavo parecchio scontato che avessero deciso di definire il nemico sconosciuto semplicemente come Organizzazione, e secondo perchè avevo già previsto quel rapporto di forza. Anzi, più che previsto sperato. Ma era evidente, e giusto, che lo Shinigami biondo desiderava con tutte le sue forze che non fosse così. Un buon capo in fondo, che si preoccupava sia per la sua vita che per quelle.
Poi infine fu il turno dell’altro Shinigami, che a differenza di Takeo aveva capelli neri come la notte e due occhi verdi brillanti.
CITAZIONE
-Dici bene Takeo-san. Lasciamo per ora che siano membri più esperti e potenti di noi ad occuparsene e concentriamoci sui nostri bersagli.-
-Il mio nome, per coloro che non lo sapessero, è Felio Sanada. parigrado di Kikuta-san presso il Gotei III.-

”Felio Sanada...Me ne ricorderò.”

Le immagini cambiarono ancora e cinque punti luminosi comparvero sulla mappa.
CITAZIONE
-Gli obbiettivi dei gruppi saranno i seguenti:-
-La squadra di arcieri spirituali, composta da Sadeki Hay, Vollfied Sven e Kuno Shinji avrà il compito di occupare il primo piano sotterraneo, con speciale riguardo per la sezione degli Archivi Privati.-
-Gli ambienti nell'area contengono materiale che l'Ordine non vuole divulgare, e la loro collaborazione dipende unicamente dalla possibilità di mettere in sicurezza l'area senza la presenza del Gotei XIII- -Al momento abbiamo questioni più urgenti da risolvere, quindi per tutti gli Dei della Morte presenti, il primo piano sotterraneo è da considerarsi Off Limit.-

Altra notizia che assimilai senza battere ciglio: non ero interessato ai fatti dei Quincy e il fatto di non poter accedere a un’area non mi faceva nè caldo nè freddo. Ci avrebbero pensato i legittimi proprietari ad occuparsene. Avrei fatto quello che mi sarebbe stato detto di fare, nè più nè meno. Sopra ai cinque punti luminosi poi comparvero altrettanti kanji di diverso colore.
CITAZIONE
-Le squadre Sekishu (vermiglio), Kurenai (cremisi) e Ake (scarlatto), i cui gruppi annuncerò tra poco, avranno il compito di infiltrarsi nel secondo piano sotterraneo: quivi dovrete disattivare o distruggere come preferite, i Generatori Spirituali che forniscono energia al campo di disturbo.-
- La distruzione di due delle tre strutture sarà sufficiente ad indebolirlo quanto basta, ma è preferibile che tutte e tre vengano rese non operative nel minor tempo possibile.-
-Dal momento che le stanze di controllo si trovano ben distanziate tra loro, ogni squadra dovrà agire nella più totale autonomia.-

”Ovviamente, distruzione totale: polverizzerò personalmente questi generatori, dovessi farlo solo a colpi di spada. Ma ragazzi, è banale pure usare dei colori come nomi delle squadre, sebbene questi tre mi piacciano molto.”

Non mi degnai neppure di riflettere sull’ultima frase. Per me <<totale autonomia>> aveva un solo possibile significato: ognuno per sé. O meglio, una volta separate ogni squadra doveva cavarsela da sola. Poi Sanada elencò la composizione delle squadre.
CITAZIONE
- La squadra Sekishu sarà composta dal X Seggio Makimachi Harin, e dalle Shinigami Hinatoshi Tarja e Kotetsu Jinko.-
- La squadra Kurenai sarà comporta dal X Seggio Kon Ian e dagli Shinigami Kurosaki Matt e Valkyrie Christopher.-
-La squadra Ake sarà composta dal IX Seggio Kazama Shin e dagli Shinigami Kobayashi Kotetsu e Donfijou Federick.-

Mi voltai incosciamente verso Ian quando sentii a quale squadra ero assegnato: e così, l’uomo che per primo mi aveva battuto in duello e a cui avevo giurato vendetta mi avrebbe avuto ai suoi ordini. Mi misi una mano sulla bocca per soffocare la risata che mi saliva dalla gola: e sì, perchè quello era proprio il massimo dell’ironico. Non che avessi da ridire: questa missione e la nostra sfida erano due cose separate e io ero una persona che sapeva organizzare le proprie priorità. L’avrei sfidato dopo che tutto si fosse concluso.

”Già, sempre che uno di noi o tutti e due andiamo al creatore...devo stare attento che sopravviviamo tutti e due. A proposito, non manca una squadra?”

Era vero, mancava la composizione della squadra blu. E infatti Sanada, dopo una piccola pausa, riprese.
CITAZIONE
-La squadra Aoi (blu), composta dal III Seggio Kikuta Takeo e dal sottoscritto, III Seggio Sanada Felio avrà invece il compito di penetrare più in profondità, ove si suppone che la resistenza sarà maggiore.-
-Penetreremo nel complesso sotto copertura poco prima dell'attacco, cercando di raggiungere il terzo ed ultimo piano sotterraneo: qualunque cosa o chiunque si trovi lì, non dovrà lasciare la base. Non operativo, almeno.-

La mappa stavolta però era molto meno dettagliata, anzi a tratti del tutto illogica: era chiaro che i due più forti si erano riservati il compito più pericoloso. Li ammirai per questo, ma mi chiesi perchè Takahata, pur trovandosi lì con noi, non avesse una parte nell’operazione. Forse agiva solo da rappresentanza, vallo a sapere.
Il tono dello Shinigami indicava chiaramente che quella era la fine della spiegazione. Però si alzò dalla sedia e si avvicinò alla prima fila, l’espressione di chi sta cercando delle parole adatte.
CITAZIONE
-Uff... Prima di rompere le righe, c'è una cosa che desidero condividere con voi.-
-Io e Takeo-san conosciamo quasi tutti in questa sala...- -...abbiamo combattuto assieme a voi e sappiamo quanto valete.- -E' un onore e un privilegio avervi al nostro fianco in questa impresa.-
-E' una missione pericola, su questo non ho dubbi... ma so che abbiamo le capacità per farcela!-
-Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno!-

Gran bel discorso, pensai, ma non mi misi ad applaudire, nè ricambiai l’entusiasmo di Sanada: per me quelle parole erano vuote, non significavano assolutamente nulla. Dell’onore non sapevo che farmene e della responsabilità me ne fregavo: facevo quello che dovevo fare e ammazzavo chi dovevo ammazzare solo per me stesso. Non avevo paura di morire e non avevo niente da perdere: se non fosse stato per l’odio, sarei stato un’esistenza ancora più vuota di un’Hollow.

Mi alzai sbuffando, totalmente disinteressato ai vari commenti che si levavano dalla sala. Ero intenzionato a mettermi in un angolo a masticare chewing-gum fino all’ora di partire quando mi si avvicinò proprio Ian Kon con un gran sorriso sulle labbra.
CITAZIONE
- Ehilà, Christopher, guarda chi si vede. A quanto pare saremo nella stessa squadra. -
- Senti, l’altro dovrebbe essere un certo Matt Kurosaki. Sai per caso chi è tra i presenti? -
[/size]

-Già, chi non muore, scusa la battuta, si rivede.- -gli risposi ricambiando il sorriso- -La nostra sfida è ancora valida, quindi vedi di non morire chiaro? Mi fido delle tue decisioni.
Per quanto riguarda Matt è quel ragazzo robusto con i capelli spettinati.-


Gli indicai col pollice lo Shinigami tra la folla.

-E’ un pivello che ho battuto tempo fa, ma la sua utilità può avercela.-

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Scheda Bleach Soul Society: Cristopher Valkyrie


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CITAZIONE

"They're nothing but trash. Every single one of them."


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CITAZIONE

"Finite in pezzi, tutti quanti."


By Dante90g


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CITAZIONE
Our skin is peeled off..
Our meat scooped out..
bones crushed, nerves nullified!!
Every part of us, chiseled down to the very core!!
Al in order to further sharpen our killing instinct!!

 
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view post Posted on 4/10/2009, 18:09Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 07:11


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Quasi correndo Harin attraversa impaziente i corridoi dell'edificio dall'aria anonima, mentre gli occhi dalle iridi eterocromatiche lasciano scivolare lo sguardo più lontano, in avanti, verso la porta che si staglia contro il muro di fronte. E' socchiusa.
Una porta scorrevole di legno scuro, che lascia trapelare al di là una sottile lama di luce dorata. Man mano che si avvicina, la giovane Shinigami si sente sfiorare le orecchie da un leggero chiacchiericcio un po' impacciato: fortunatamente stavolta non è arrivata in ritardo, la riunione non è ancora cominciata.
Spinge il pannello di lato, ed il legno scivola nelle guide con un fruscio sordo che ricorda la pioggia. Esita sulla soglia guardandosi attorno: incontra lo sguardo di Felio, e gli sorride sollevando una mano in segno di saluto. Conosce altri Shinigami in quella stanza, e saluta anche loro con un cenno del capo, ma non ha mai visto il gruppetto di Quincy che se ne sta in disparte come intimidito dalla presenza di così tanti estranei.
In perfetto silenzio, muovendosi senza un fruscio attraverso la stanza, Harin prende posto su una sedia un po' in disparte. Come un gatto si accoccola al proprio posto osservando attentamente tutti gli atri presenti, le labbra involontariamente atteggiate in un'espressione pensierosa e diffidente.
Ben presto, quello che sembra essere il capo del gruppetto di Quincy inizia a parlare. Affronta un lunghissimo discorso sulla complessità del piano che si accingono ad intraprendere, mostra immagini gelide di un freddo paesaggio immerso nella neve. Sui volti di un paio di presenti sorgono espressioni tutt'altro che soddisfatte: anche Harin, dal suo cantuccio, si lascia sfuggire un basso mormorio di disappunto. Detesta la neve, non la può sopportare.
Il secondo a prendere la parola è Takeo, che sembra in ottima forma e determinato. Nei suoi occhi, tuttavia, un'ombra un po' cupa segnala la sua reale apprensione: è sempre stato molto premuroso verso allievi e sottoposti, chissà com'è difficile per lui, ora, gettarli a capofitto in una missione potenzialmente suicida!
Quando infine viene il turno di Felio, la voce serena e familiare tranquillizza l'animo dubbioso di Harin. La ragazza sorride inconsciamente, anche se lui non la può vedere, quando il ragazzo termina il discorso ringraziando tutti coloro che hanno accettato di prender parte alla missione. E' tipica sua, quella perenne gentilezza spontanea. Una cortesia naturale che lei, diretta e impaziente com'è, difficilmente riuscirà mai ad imparare.
Sono proprio le parole di Felio, al termine di quella lunga spiegazione, a rimanere impresse nella mente della giovane come se vi fossero state stampate col fuoco: « La squadra Sekishu sarà composta dal X Seggio Makimachi Harin, e dalle Shinigami Hinatoshi Tarja e Kotetsu Jinko. »
Harin si alza lentamente, approfitta della leggera confusione dovuta allo scioglimento dell'assemblea, attraversa i pochi metri che la separano dallo Shinigami. Lui è voltato dall'altra parte, sta parlando con gli altri coordinatori. La ragazza aspetta che la conversazione sia terminata, poi gli batte lievemente su una spalla con la punta delle dita. Il rapido contatto produce uno strano tepore, come una scossa elettrica lungo il braccio, una sensazione piacevole ed inaspettata.
« Felio-kun. » lo saluta con un altro sorriso, incontrando finalmente il suo sguardo. « Volevo solo dirti grazie. E che non ti deluderò, Felio-kun, te lo prometto. »
Non aggiunge altro, a quelle parola pronunciate con calore e convinzione. Sa bene quanto sia stato difficile, per lui, accettare che le sue allieve affrontassero una missione così difficile e rischiosa. Sa bene quanto abbia bisogno di comportarsi da fratello maggiore, di difendere chi ritiene più debole, di agire in prima persona per sostenere i suoi sottoposti.
Il fatto che lui e Takeo abbiano formato quei gruppi - Ake, Sekishu, Kurenai ed Aoi - il fatto che non abbia sentito il bisogno di prendersi sulle spalle il destino dei giovani Shinigami... il fatto che si sia fidato, per la prima volta, delle loro capacità... Significa che ha capito, ha capito il loro vero valore. E questo non può che farle piacere, farla sentire orgogliosa di sè stessa e di lui.
Sarebbero tornati tutti a casa, sani e salvi. Ma, cosa ancora più importante, avrebbero portato a termine la loro missione con onore.


Edited by 'atomic cookie' - 4/10/2009, 19:25

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view post Posted on 5/10/2009, 16:02Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 21:13


- Post I




E’ notte fonda.
Qualche tempo fa mi è stato chiesto se avessi per caso intenzione di lanciarmi in una missione pericolosa, potenzialmente suicida, in un luogo sperduto e dimenticato da Dio.
Ovviamente ho accettato.


«Ma questo non li autorizza a buttarmi giù dal letto a quest’ora, diamine!», borbotta tra sé e sé lo shinigami.
Gli è stato intimato di prepararsi in fretta, di recarsi al Cancello Senkaimon e tenersi pronto a partire. Si è ritrovato nel Mondo dei Vivi, a Karakura, insieme ad un'altra decina di shinigami, e viene invitato ad entrare all’interno di un edificio comunissimo, del tutto simile a quelli che lo circondano, se non fosse per il fatto che è protetto da un notevole kekkai.
Un pannello di cedro scorre lateralmente, lasciando spazio ad una visione interessante: lo shinigami si ritrova davanti ad un ambiente ampio, seppur saturo di persone, banchi lunghissimi e sedie da tutte le parti.
"Sembra che la riunione coinvolgerà parecchie persone".
Oltre i banchi, una specie di cattedra: un tavolo più grande degli altri con sopra quel che sembra un videoproiettore. Dietro al tavolo tre persone. Federick ne conosce solo una: l’ufficiale di terzo seggio Felio Sanada, ma non ha idea di chi possano essere le due persone che lo spalleggiano.
Una di loro indossa uno shikakusho e una fascia che indica il suo grado di ufficiale, un parigrado di Felio-san probabilmente. L’altra, invece, indossa vestiti comuni: che sia in un gigai o… Magari si tratta proprio di un umano, uno dei Quincy di cui spesso si vocifera e ancora più spesso si calunnia. Lo shinigami non ne ha mai visto uno, di loro sa solo che esiste un’antica inimicizia tra le due razze, ignorandone i motivi. A guardar bene – ora che si è accomodato su una sedia insieme ai suoi compagni shinigami – di persone vestite in ‘casual’ non ce ne è soltanto una: un ristretto gruppo di umani se ne sta appartato coi loro sguardi – forse involontariamente – saccenti e al contempo carichi di sfida.
Quando il rumore dello svolazzo degli shikakusho, lo strascichio delle sedie e il vocio dei nuovi arrivati è finalmente cessato, l’umano – o il Quincy che dir si voglia – comincia a parlare. Inizia col dare il benvenuto a tutti i presenti – dando ufficialemente inizio alla riunione – e si presenta come Takamichi Takahata, il coordinatore dei Quincy. Questi aziona il proiettore e sulla parete opposta appaiono decine di immagini scattate dall’alto.
Takahata spiega la situazione: ha un modo di fare sbrigativo, seppur non superficiale; tende a mettere in chiaro le cose con pochi cenni essenziali, senza inutili sproloqui.
In parole povere, stiamo per lanciarci ne “l’attacco più vasto del secolo”, un’assalto in cui verranno coordinate per l’occasione le forze shinigami e quincy. Dovremo prendere il controllo di un laboratorio nel cuore della Siberia in cui sono state costruite le misteriose macchine colpevoli della morte di numerose persone a Leavenworth. Segue la rivelazione che Boris Ivanovich, attuale proprietario dell’omonima fabbrica, era stato comandante della VII divisione russa dell’Ordine dei Quincy, Si presume quindi che abbia radunato forze di arcieri spirituali nel complesso e si sia preparato a difenderlo. Le truppe quincy considerate traditrici – termina Takahata – dovranno essere eliminate senza pietà.
La parola passa all’ufficiale ignoto allo shinigami che, quasi lo avesse appena letto nel pensiero, si affretta a presentarsi come Takeo Kikuta, ufficiale di terzo seggio nel Gotei I. Questi illustra brevemente la struttura del complesso: spiega che è protetto da un potente kekkai, ed è quindi impossibile accedervi mediante senkaimon, ma dice anche che questa barriera spirituale è stata eretta e viene tuttora mantenuta da tre generatori. L’obbiettivo numero uno sarà quello di distruggerli.
Per entrare verrà usato il delicato metodo dello sfondamento: abbattere il cancello, irrompere nell’edificio, penetrare nel complesso nel minor tempo possibile. Bisognerà scendere nel sottosuolo: al primo piano sotterraneo è situata una biblioteca Quincy, ergo sarà loro monopolio. Al piano inferiore vi sono tre stanza contenente ognuna un generatore e nel terzo piano vi sono i laboratori: off limits.
Infine un accenno all’eventuale presenza dei membri dell’Organizzazione, avversari troppo forti da poter essere affrontati da soli.
Il testimone di questa staffetta viene passato al terzo seggio Felio Sanada, quello che per primo ha esposto la situazione a Federick. Il compito di Felio è quello di assegnare i vari obiettivi alle rispettive squadre di shinigami e quincy. Come era lecito pensare, gli arcieri spirituali si occuperanno del primo piano. Tre squadre di shinigami – Sekishu (vermiglio), Kurenai (cremisi) e Ake (scarlatto) – si occuperanno di altrettanti generatori. L’ultima, Aoi (blu), sarà composta dai due ufficiali Felio Sanada e Takeo Kikuta e si occuperà dei laboratori.
«La squadra Ake sarà composta dal IX Seggio Kazama Shin e dagli Shinigami Kobayashi Kotetsu e Donfijou Federick », termina Felio elencando i componenti delle varie squadre.
Un brivido istintivo percorre la schiena del Dio della morte quando sente pronunciare il proprio secondo nome
"Dannato lui e il suo scrupolo per i dettagli", pensa stizzito, pur consapevole che l’ufficiale non ne ha colpa.
Termina il discorso con voce pacata ed un sorriso mesto stampato sulla bocca.
«Uff... Prima di rompere le righe, c'è una cosa che desidero condividere con voi. Io e Takeo-san conosciamo quasi tutti in questa sala, abbiamo combattuto assieme a voi e sappiamo quanto valete. E' un onore e un privilegio avervi al nostro fianco in questa impresa. E' una missione pericola, su questo non ho dubbi... ma so che abbiamo le capacità per farcela! Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno!».
Federick ne aveva sentiti di discorsi di incitazione prima delle battaglie. Non ne ricordava nessuno, ma era sicuro che nessun discorso era mai riuscito a coinvolgerlo tanto nel personale come quello appena pronunciato dal terzo seggio.

Non conosco quasi nessuno in questa sala. Mi guardo attorno, di visi noti ce ne sono ben pochi. Matt è stato assegnato ad un'altra squadra e la quasi totalità delle persone che conosco non parteciperà a questa missione. Significa che non hanno spirito… di kamikaze.
Cerco i compagni che mi sono stati affibbiati dal caso o forse da un ufficiale: il mio caposquadra è un certo Shin Kazama, mentre l’altro si chaima Kotetsu Kobayashi. Il primo non mi ha dato ancora nessuna impressione, il secondo, invece, nemmeno l’ho visto.
«Conti pure su di noi Felio san. Dobbiamo mettere fine a questa storia!» esorta quello che ho scoperto essere un ufficiale di terzo seggio. Io non ci conterei su di noi, al massimo conto su di me, ma non lo faccio nemmeno molto spesso.
Andiamo avanti, è questo che conta.


________________________________________________________________

CITAZIONE
narrato
"Pensato".
«Parlato».
«Parlato da altri».
[Note]



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Scheda BSS

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view post Posted on 5/10/2009, 20:24Quote
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Anche gli affari infernali dipendono dal denaro...e il destino rientra nel campo.

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Location: Arcadia, e là farò ritorno...


Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 20:06


. 0 .
- Prologue -



Karakura.
Sembrava essere una notte come tante altre, invece non lo era affatto.
Hay Sadeki in fretta e furia si stava preparando in casa sua: era stata convocata, con poco preavviso da Takamichi per una missione importantissima.
Era agitata, la voce del suo senpai era grave, come quando l’aveva mandata in America.
Doveva essere successo qualcosa, e la situazione, qualunque essa fosse, non era delle più rosee se richiedeva l’intervento repentino dei Quincy.
Quella notte non avrebbe dormito.
Ebbe il tempo necessario per mettersi il vestito bianco dell’ordine dei Quincy, per legarsi i capelli dietro la nuca e uscire.
Percorse le strade del suo quartiere fino ad arrivare al luogo indicatole da Takamichi.
Arrivata là, Hay percepì subito che non erano solo i Quincy ad essere stati chiamati in quel posto.
La fecero gentilmente accomodare all’interno, e quello che vide oltre quella porta, la turbò e non poco.
Oltre a Sven, Shinji e Takamichi c’erano anche una dozzina o poco più di Shinigami.
§ Ma che diavolo sta succedendo? Che ci fanno tutti qui...?§ la situazione sembrava essere più grave di quanto potesse immaginare, se erano stati convocati insieme sia loro che gli dei della morte.
Non ne conosceva molti di Shinigami, quasi tutti di vista.
Si sentiva un po’ spaesata, come se non dovesse trovarsi lì.
Si portò vicino ai suoi compagni.
- Ci siamo tutti allora...bene, sono contenta. -
disse per rompere il ghiaccio.
Lo ammetteva. Si sentiva un po’ a disagio.
Il luogo dove erano stati stipati, perché non vi era molto spazio, sembrava essere un’aula di conferenze, con posti a sedere e un grande tavolo davanti a queste per non parlare degli apparecchi per proiettare immagini: ma l’ultimo era occupato espressamente da Takamichi e altri due Shinigami, di cui uno lo aveva riconosciuto, associandolo a quello che Sven salutò dopo la battaglia nel carcere.
Visto che tutti si stavano mettendo a sedere, Hay prese posto in mezzo ai due suoi compagni.
§ Questa volta...verrà anche lui con noi, o si limiterà a spiegarci la missione?§ pensò fissando Takamichi mentre scambiava due parole con gli Shinigami che erano al suo fianco prima di iniziare il discorso, poi presa un po’ dall’agitazione, iniziò a giocherellare, come suo solito, con la Croce che portava al polso destro.
Quando ognuno aveva trovato il posto per mettersi a sedere, Takamichi iniziò a parlare.
CITAZIONE
-Innanzi tutto benvenuti a tutti voi. Non abbiamo molto tempo, quindi passerò subito alle presentazioni. Il mio nome è Takamichi T. Takahata, coordinatore assieme ai qui presenti ufficiali delle forze Quincy nella missione congiunta che vedrà impegnate le truppe dell'Ordine e del Gotei XIII nell'attacco più vasto dell'ultimo secolo.-

Se l’aspettava. Anche se le ultime sue parole la turbarono.
§ Attacco più vasto dell’ultimo secolo?...§quelle parole non le promettevano niente di buono.
Le mettevano addosso una strana e terribile agitazione, come se non ne avesse abbastanza in quel momento.
CITAZIONE
-Siete già stati informati a grandi linee dei contenuti della missione, ma ritengo che una nuova breve introduzione vi possa essere d'aiuto.-

§ Grandi linee, in fondo non ci ha spiegato molto su questa storia, però, almeno, capisco il perché di tutti questi Shinigami...§
Sullo schermo intanto erano apparsi edifici, più o meno dieci immagini.
Edifici immersi nella neve.
Neve.
§...maledizione. § forse perché aveva dovuto sopportare una missione in Antartide, dove il gelo e la neve non erano le uniche cose che regnavano incontrastate su quelle lande, ma odiava la neve. Se fosse stata una missione diversa, più semplice, si sarebbe ritirata subito, ma questa era una missione seria, e non poteva tirarsi indietro. Non poteva, non doveva e non voleva tirarsi indietro.
Siberia.
La destinazione era quella. Aereo e neve. Un’accoppiata vincente per la ragazza, che storse il labbro al solo pensiero.
CITAZIONE
-Quelle che vedete sono immagini prese da satelliti convenzionali del complesso che costituisce i Laboratori Ivanovich.-

Hay rimase in silenzio ad ascoltare quello che diceva il suo Senpai, lanciando ogni tanto un occhiata al resto della folla.
CITAZIONE
-Abbiamo motivo di ritenere che in questa struttura siano stati costruite le apparecchiature che meno di sette giorni fa hanno causato la morte del personale umano nel carcere statunitense di Leavenworth.-

§ Co...cosa?§ disse a bassa voce, era sorpresa. Quegli strumenti che avevano seminato così tanta morte in quel posto orrendo, erano stati costruiti là.
Si ricordava fin troppo bene quella notte.
Quella notte dove l’Inferno sembrava essersi riversato sulla terra, dove accaddero tante cose.
Il silenzio seguì le parole di Takamichi. Era un brutto ricordo per tutti quanti, sia per lei, sia per Sven, che per gli Shinigami che erano stati presenti quel giorno.
CITAZIONE
-L'obbiettivo della missione sarà dunque quello di assumere il controllo dell'intero complesso, o almeno dei punti nevralgici che consentiranno al resto delle truppe di Arcieri Spirituali e di Dei della Morte un più facile ingresso.-

La tensione sembrava farsi quasi materiale vicino alla ragazza, tanto da farsi male a stringere la Croce nelle sue mani.
Sullo schermo intanto fecero comparsa altre immagini.
CITAZIONE
-Dobbiamo capire qual è lo scopo di queste apparecchiature, prima che colui o coloro che le hanno commissionate raggiungano i loro scopi. Ma di questo parleremo più tardi...-

La voce di Takamichi cambiò.
Sembrava essere teso, almeno quanto tutti in quella stanza.
Non erano buone notizie, Hay lo capì subito. Quando parlava così sentiva sempre il gelo pervaderle ogni sua vena.
CITAZIONE
-Sarò franco con voi: questo complesso è protetto dai migliori sistemi difensivi tuttora a disposizione, cosa che rende i Laboratori Ivanovich una fortezza inespugnabile con mezzi convenzionali, ed una ardua sfida persino per esseri come noi.-

A queste parole seguono immagini, che mettevano in evidenza ciò che aveva detto in quel momento Takamichi.
Hay si stava un po’ preoccupando, e questo si poteva vedere riscontrato nella sua mano destra che iniziò un pochino a tremare.
§ Questa storia non m piace per niente...§ il discorso non era finito, e di certo il continuo non se lo sarebbe mai aspettato.
CITAZIONE
-Boris Ivanovich, proprietario del complesso, è -o meglio era- al comando della VII Divisione Russa dell'Ordine dei Quincy... E abbiamo ragione di credere che abbia accentrato attorno a sé entro il perimetro del complesso, una ingente porzione delle truppe di stanza nel territorio.-

Un brivido percorse la schiena di Hay, con occhi sbarrati fissi sul suo Senpai.
Pensava di avere capito male.
VII Divisione Russa dell’Ordine dei Quincy? Non sapeva nemmeno che esistessero delle divisioni dei Quincy.
Poi vide i volti dei suoi compagni e capì.
Si mise una mano sulla fronte, come poteva essere? Quincy traditori. Come potevano avere fatto una cosa del genere?
Era riluttante. Erano stati loro a creare quei macchinari...assurdo. Eppure era la realtà.
Si sentiva quasi male, sentiva lo stomaco contorcersi.
- Come è possibile...che dei Quincy possano aver tradito l’Ordine...perché?- scosse la testa sospirando per cercare di calmarsi.
Aveva visto un Quincy traditore, ci era rimasta male a vederlo morire davanti ai suoi occhi in quel modo, aveva pianto, eppure era stato uno di loro.
E adesso? Sarebbe toccato anche a loro tre uccidere con le proprie mani questi Quincy?
Si domandava ancora come potesse fare una cosa simile.
CITAZIONE
-Vi sarà una forte resistenza, nel migliore dei casi: per quanto Arcieri spirituali, coloro che presidiano l'obbiettivo sono da considerarsi traditori, e per questo...dovranno essere eliminati senza pietà.-

Aveva la conferma adesso. Poteva forse sperare in un barlume, e questo si era spento prima ancora di divenire fiamma.
La voce di Takamichi faceva trasparire la difficoltà di tutto questo, di dire certe cose.
Eliminarli senza pietà. Ci sarebbe davvero riuscita? No. Non lo avrebbe fatto.
Non sapeva proprio come fare. In quel momento avrebbe dato di tutto, per andarsene da quella stanza.
Qualcosa però la bloccò su quella sedia, mentre tremava quasi quanto una foglia investita dal vento.
Ed erano Shinji e Sven.
Se non ci fossero loro, lei avrebbe abbandonato tutto ancor prima di mettere piede in Siberia.
Sospirò più e più volte.
§ Questa volta sarà davvero dura...Ma io...io non posso uccidere delle persone! Maledizione! Che siano Quincy, Shinigami o umani...§ non si dava comunque pace, sebbene ci provasse.
Poi qualcosa la calmò. Un pensiero. Un semplice e utile pensiero.
Loro li avrebbero uccisi non appena avessero messo piede là dentro.
Non ucciderli, significava morire per mano loro.
E lei non poteva permetterselo.
Sospirò più profondamente e la tremarella scomparve poco a poco.
§ Magari, quel lavoro lo lasceranno agli Shinigami. Per Takamichi era già tanto dire di eliminarli senza pietà, non ce lo vedrei a porre fine a quelle vite con le sue mani...non penso si aspetterà la stessa cosa da noi...comunque sia...può darsi, spero...che il nostro compito sia diverso...§ ormai in cosa poteva sperare? Di avere sangue freddo a sufficienza per uccidere, o di avere un incarico diverso da quello?
Sapeva però, che una volta arrivati là tutto cambia.
Entrano in gioco altri fattori, e uno di questi è l’istinto di sopravvivenza.
Eppure non riusciva a darsi pace.
Mentre cercava di mantenere la calma, Takamichi lasciò la parola ad uno degli Shinigami che aveva accanto a sé.
CITAZIONE
Buonasera a tutti, per coloro che ancora non mi conoscono mi presento. Takeo Kikuta 3° Seggio della I Brigata. Ora vi parlerò in dettaglio della struttura dei laboratori.

Era lui che aveva visto durante la battaglia nel carcere di massima sicurezza.
§ Terzo seggio...prima brigata...chissà come è composta la loro gerarchia...§ tentò di immaginare cercando di accantonare per un attimo tutte le sue preoccupazioni, anche se non era del tutto semplice.
Fu così che Hay ascoltò tutto ciò che aveva da dire sull’argomento, senza fiatare, prestando la massima attenzione.
Iniziò il suo discorso illustrando nel dettaglio tutto ciò che riguardava il piano di attacco.
CITAZIONE
Nel primo piano sotterraneo si trovano degli Archivi Privati dei Quincy. L'Ordine non ha voluto divulgare notizie in proposito e rispettiamo tale segretezza. Come potrete osservare le stanze sono poche e sicuramente conterranno molti mobili per l'archiviazione e la catalogazione. Inoltre presumiamo che il nemico non lasci l'ingresso a tale luogo incustodito.

- Archivi Quincy...privati. Chissà cosa ci sarà dentro...- quelle parole solleticarono un pochino la mente turbata della giovane ragazza, mentre lentamente stava di nuovo acquisendo il controllo di sé, e sembrava così presa da queste ultime parole che le preoccupazioni, lentamente lasciarono il posto a tutt’altro.
Disse che i generatori erano i principali obiettivi della missione, e che lì si concentrava la maggior resistenza della divisione russa, si poteva benissimo immaginare tale cosa.
§ Generatori eh?...§
CITAZIONE
Dopo la negativa esperienza che abbiamo passato è stato deciso dalle alte sfere delle nostre rispettive organizzazioni di vietare l'uso di guerrieri sotto il grado di Shinigami e Quincy. Nonostante questo attualmente non conosciamo ne il numero ne la potenza del nostro nemico, ma basandoci sui pochi elementi a nostra disposizione abbiamo ipotizzato che essi possano superare le nostre capacità.

§ Addirittura superare le nostre capacità...§ ascoltò senza fiatare ma nella sua mente vari discorsi prendevano forma.
CITAZIONE
Nel caso vi imbattiate in loro, vi sconsiglio caldamente di tentare uno scontro. Dire che rischiate la vita non è una leggerezza da parte mia. Se succederà di trovarvi di fronte ad un nemico più forte di voi, fuggite, prendete tempo e richiedete rinforzi. Questo è tutto.

Il mormorio nella sala c’era. E non poco anche.
Si aspettava, come tutte le altre missioni, che i rischi che andavano a correre erano sempre quelli più terribili.
§ Devo stare tranquilla...se ci sarà anche Takamichi con noi...sono sicura che ce la potremo fare e poi...lavoreremo come una squadra...anche se non sarà facile, ma se siamo uniti...le probabilità che succeda qualcosa di brutto a qualcuno di noi...si riducono di un bel po’...§ pensò.
CITAZIONE
-Dici bene Takeo-san. Lasciamo per ora che siano membri più esperti e potenti di noi ad occuparsene e concentriamoci sui nostri bersagli.-

Era stato il terzo Shinigami a parlare.
CITAZIONE
-Il mio nome, per coloro che non lo sapessero, è Felio Sanada. parigrado di Kikuta-san presso il Gotei III. Gli obbiettivi dei gruppi saranno i seguenti: -

Disse dopo la sua breve presentazione, mentre sul pannello compaiono dei puntini luminosi.
- Quindi ci hanno divisi in gruppi...- disse a bassa voce mentre i suoi caddero prima su Shinji e poi su Sven.
CITAZIONE
-La squadra di arcieri spirituali, composta da Sadeki Hay, Vollfied Sven e Kuno Shinji avrà il compito di occupare il primo piano sotterraneo, con speciale riguardo per la sezione degli Archivi Privati. Gli ambienti nell'area contengono materiale che l'Ordine non vuole divulgare, e la loro collaborazione dipende unicamente dalla possibilità di mettere in sicurezza l'area senza la presenza del Gotei XIII-

Fece cenno con la testa. Era stata nominata per prima.
§ Ecco perché c’è stata quest’alleanza. Quindi, basterà occuparsi di quel piano...bene.§
Magari ad alcuni Shinigami non poteva andare giù quell’idea.
Hay fece finta di niente, si poteva capire benissimo il perché. Ovviamente il Consiglio non poteva lasciare in mano loro dei documenti privati.
L’importante era che tutti combattevano per un unico scopo. Al di là di queste sottigliezze erano tutti pronti a darsi mano a vicenda per combattere un nemico comune.
Nemico comune. Quincy.
Non riusciva ancora a concepire tale cosa, ma si doveva prima o poi convincere che là avrebbe dovuto combattere, forse, anche con loro. Doveva metterlo come evento possibile.
La cosa le faceva sussultare lo stomaco: forse se sarebbe andata da Takamichi...magari si sarebbe fatta dare dei consigli, dei suggerimenti. Affrontare una cosa simile, anche se con i propri amici, non era una cosa da nulla.
Intanto Felio Sanada illustrava a tutto il resto della platea i vari obiettivi di ciascun gruppo.
CITAZIONE
-Uff... Prima di rompere le righe, c'è una cosa che desidero condividere con voi.-

A regola il prologo della missione stava per finire, e la sua voce sembrava essere diversa da quella di prima, più tranquilla e serena, anche se si sentiva comunque l’autorità nel trattare quelle parole.
CITAZIONE
-Io e Takeo-san conosciamo quasi tutti in questa sala...abbiamo combattuto assieme a voi e sappiamo quanto valete.-

Camminava avanti e indietro e aveva attirato l’attenzione di tutti quelli presenti in sala, stranamente anche quella di Hay.
CITAZIONE
- E' un onore e un privilegio avervi al nostro fianco in questa impresa.-

§ Sembra un generale...§ pensò la ragazza mentre un sorrisetto le colorò il volto, fin ad ora teso.
Non le dispiaceva ammettere che in fondo quelle parole erano il massimo dell’incoraggiamento che uno di loro potesse fare a quella platea, data la difficoltà della missione.
Se lo sarebbe aspettato anche da Takamichi, peccato che non sarebbe venuto con loro.
CITAZIONE
-E' una missione pericola, su questo non ho dubbi... ma so che abbiamo le capacità per farcela!-

Decisamente un bell’incoraggiamento.
CITAZIONE
-Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno!-

Così, con queste ultime parole terminò il discorso.
- Certo però...che questi Shinigami sanno il fatto loro...- disse sorridendo, si sentiva più carica adesso.
In un certo senso più tranquilla.
CITAZIONE
-E' tutto. Takamichi-san, Takeo-san... volete aggiungere qualcosa?.-

Domandò infine rivolgendosi agli altri due, ma niente uscì dalle loro bocche.
Era difficile credere che non fossero alleati di sempre.
Quel senso di agitazione che aveva prima di sedersi, era svanito. Sembrava che tutti ormai fossero una cosa sola.
Magari fantasticava, però sarebbe stato davvero bello, fare crollare tutte le divergenze e lasciare il passato alle spalle, per essere di nuovo alleati.
Magari poteva divenire presto una realtà. Ad ogni cosa il suo tempo, ma questo era decisamente un grande passo.
Si alzò stirandosi un pochino.
CITAZIONE
- Possiamo farcela. Se mantenuto un basso profilo, le azioni operative di questo tipo hanno spesso successo. –

Era Sven a parlare, per rompere un po’ il ghiaccio.
- Certo che possiamo farcela! E poi adesso ci siamo tutti e tre no? Le probabilità, quindi, di riuscire in questa missione sono maggiori. Certo, il rischio c’è e quello purtroppo non possiamo toglierlo. Ce la dovremo mettere davvero tutta, ragazzi. Però, se siamo una squadra nessuno ci può fermare. Se restiamo uniti, ce la faremo ad andare fino in fondo. Anche questa volta avrò le responsabilità di un caposquadra, ma non voglio essere ritenuta tale da nessuno di voi. La vostra incolumità, comunque sia, grava sulle mie spalle, ma saprò contenere un po’ la mia smisurata mania di protezione. Spero, almeno, di essere migliorata in questi giorni.-
disse e la sua voce stranamente era seria, e le sue parole sembravano quelle di un capo, anche se lei detestava sentirsi tale.
- Essendo una squadra ognuno guarderà le spalle dell’altro, no? Ma se la situazione dovesse aggravarsi, però, come ho già detto a Shinji-kun, non esiterò ad anteporre le vostre vite alla mia. E non voglio assolutamente che stiate male per questo: perché è un mio dovere, ed una mia volontà. Per il resto, io vi prometto che resterò e combatterò sempre al vostro fianco. E non vi darò mai le spalle...-
disse sorridendo per scacciare la tensione.
Poi il suo sguardo per un attimo si posò su Takamichi, si fece per un attimo triste.
- Ragazzi vado un attimo a parlare con il senpai...potete aspettarmi fuori...- disse allontanandosi un poco per poi fermarsi dopo due passi.
Sospirò.
Forse era l’ora di contare un po’ su sé stessa e sulle sue capacità.
Uccidere? Perché avrebbe dovuto fare una cosa simile?
Lei non avrebbe ucciso nessuno.
Erano traditori, avevano fatto del male, e si erano alleati agli Hollow.
Nonostante questo, loro restavano pur sempre dei Quincy, pur sempre degli uomini.
E lei restava sempre una ragazza.
Il Senpai era stato chiaro: non avere pietà per nessuno.
Non li avrebbe risparmiati, no. Non poteva certo farlo.
Era un Quincy, e come tale doveva prendersi le sue responsabilità.
Sorrise.
§ Non penso si aspetterà niente del genere da noi...quindi, se magari non li uccidessi, di certo non me ne farebbe una colpa. § pensò e il timore e l’agitazione svanirono.
Si era promessa di non avere più esitazioni, di essere forte e di prendersi le responsabilità di un caposquadra.
Adesso era pronta, con questa convinzione forse ce l’avrebbe fatta a superare anche questa.
E questa volta ce l’avrebbe davvero messa tutta, e avrebbe dimostrato a tutti di essere cresciuta, di essere capace di contare di più su sé stessa e anche sui loro compagni.
Perché non era sola, a dover affrontare quella missione.
Era tempo di diventare in tutto e per tutto un Quincy, come Takamichi, come Makie, perché quella era la strada che aveva scelto.
- Anzi no, non importa...- disse tornando indietro dai suoi compagni, non prima di avere salutato calorosamente con la mano il suo senpai, per poi tornare a parlare ai suoi compagni.
- Almeno, in questa missione, possiamo mettere in pratica ciò che ci hanno insegnato durante l’allenamento dei quattro giorni no? Vorrei davvero vedere di cosa siete capaci. Finito di dire questo. Sono felice di far parte di questo gruppo...e spero davvero che non si sciolga mai. – disse arrossendo un po’ per poi mettere le mani sulle spalle di tutti e due, anche se arrivava a pelo a quella di Sven.
- Quindi, diamo il meglio di noi, e facciamo vedere di cosa siamo capaci, noi, Quincy di Karakura.-
sorrise.
Era pronta. Avrebbe dovuto superare ostacoli, anche più grandi di lei. Lottare anche contro sé stessa, là, sotto la neve.
Non era sola, però, e questo le bastava per avere la forza per andare avanti.


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[in costruzione...]
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Lo Shinigami che libererà il mondo dagli Hollow

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Chap_0: First Meeting

Jinko era nella sua abitazione, quando le arrivò la comunicazione di convocazione per una missione importante. Jinko finì di sorseggiare il proprio tè, poi trasse un respiro profondo, osservando il vento soffiare tra le frasche degli alberi.
Sapeva che quella convocazione sarebbe arrivata, ma non sapeva quando. Il giungere di quella Farfalla Infernale in un certo senso la rilassò, togliendole la tensione di una notizia che si aspetta con ansia.
Rimase qualche secondo così, a contemplare il tempo, con uno sguardo in qualche modo triste, malinconico.

-Dunque è giunta ora...-

Poggiò la tazza vuota, ancora fumante, sul tavolino basso nel vestibolo della sua abiatzione, che dava sul giardino, e poi si alzò.
Lentamente si diresse nelle sue stanze, si tolse lo yukata leggero che era solita indossare quando non era in servizio, e indossò lo shihakusho nero che le avevano fatto pervenire dopo la sua nomina di Shinigami. Mentre allacciava l'obi in vita, ripensò a Senna, e a tutto quello che aveva fatto per lei.
Si guardò allo specchio, legò i capelli sulla nuca come era solita fare e si diresse, così vestita, all'ingresso della stanza, dove era situato l'armadio dove teneva la sua Zampakuto.
La raccolse, e la sfoderò. La lama scintillò contro i raggi solari che filtravano dalle tende.
La spada era perfettamente affilata, lucida, nelle sue condizioni migliori. Jinko nello sfoderarla provò una qual sensazione di orgoglio. Tutta la tensione che provava fino ad un attimo fa era sparita. Sorrideva.
-Allora andiamo...-

Infilò il fodero e la zampakuto nell'obi al fianco sinistro, e legò la wakizashi sulla schiena.
Indossò il guanto sinistro che sostituiva la manica dello shihakusho e uscì di casa.
Fuori era giorno, mattinata inoltrata, ma sapeva che nel luogo dove si sarebbe tenuto il briefing era notte inoltrata.
Quando arrivò al Senkaimon, due shinigami la accolsero con un cenno, affidandole una farfalla infernale per il viaggio e spiegandole le coordinate esatte del luogo previsto per l'arrivo.
La sua mente registrò le informazioni, ma la sua attenzione era tutta per le grandi pareti lisce e bianche del Senkaimon.
Era una costruzione imponente, che metteva in soggezinoe chiunque vi si ergesse dinanzi.
Quando gli shinigami le chiesero se avesse capito bene la procedura per il viaggio e le coordinate del posto, Jinko annuì silenziosamente.
Varcò la soglia del Senkaimon.
La sua prima missione stava cominciando.
...
...
...
Quando uscì, l'aria fredda notturna solleticò il volto di Jinko, mentre una miriade di luci artificiali quasi la accecarono. Era notte, ma a Tokyo, la distinzione tra notte e giorno quasi non esiste. Era una città viva, sempre sveglia, dove i propri abitanti si davano il cambio tra i lavoratori diurni e i giovani che amavano il divertimento notturni. Jinko si uardò intorno, era la prima volta che veniva a Tokyo, e cercò i punti di riferimento che le avevano dato per raggiungere il luogo del briefing.

-Mmmh...dovrebbe essere da queste parti...-

Jinko vagò per le strade silenziose e stranamente vuote, contrapposte alle grandi vie di scorrimento illuminate a giorno dai lampioni e dalle vetrine dei negozi, piene di turisti e residenti, tutti intenti a scacciare la noia della vita con un ballo o un bicchiere di alcol.
Alla fine trovò il posto, protetto da una kekkai non indifferente, e fu fatta accomodare all'interno.
Le parve per un attimo di essere entrata in una classe scolastica, con tre lunghi banchi con dieci sedie ciascuno atte a guardare una cattedra sul lato opposto.

Jinko riconobbe diversi shinigami, e quattro entità vestite di bianco che non seppe classificare.
Presero tutti posto, e una delle figure biancovestite iniziò a parlare.
Dopo un rapido saluto, la figura cominciò a spiegare i dettagli della missione.
Dapprima a Jinko non parve una missione particolarmente impegnativa, di infiltrazione, ma più l'uomo continuava con la sua spiegazione, più Jinko si accorgeva che aveva sottovalutato il compito.
Si tirò indietro sulla sedia e incrociò le braccia.
-Dio...forse era meglio se per questa missione non mi segnavo....- mormorò tra sè.

Finita la spiegazione, la figura biancovestita lasciò la parola ad uno shinigami, che a Jinko parve di conoscere. Se non ricordava male, Takeo era lo shinigami che la iniziò al mestiere.
Lo shinigami cominciò una lunga e noiosa spiegazione della struttura, descrivendo le aree interessate dalla missione, e come poteva essere strutturata la missione.
Più passavano i minuti più Jinko reputava quella misssione sempre più difficile.
Poi anche Takeo concluse il suo discorso, e lasciò parola a Felio. Jinko se lo ricordava meglio di TAkeo, in quanto aveva svolto una missione con lui e Ian Kon una volta.In quel momento le tornò in mente Kon, la prima persona che aveva conosciuto nella SUol Society. Chissà che fine aveva fatto, era tanto che non lo sentiva...

Felio iniziò a chiarire i compiti delle varie squadre di shinigami che avrebbe svolto quella missione.
Dopo aver spiegato i compiti, lesse le disivioni delle squadre.
CITAZIONE
« La squadra Sekishu sarà composta dal X Seggio Makimachi Harin, e dalle Shinigami Hinatoshi Tarja e Kotetsu Jinko. »

Jinko si guardò intorno, cercando con lo sguardo le sue compagne di squadra. Una squadra tutta femminile, la cosa sembrava divertente.
Prima che potesse aprire bocca, Jinko sentì il nome di Kon, e alzò la testa.
Anche lui era nella missione?
Possibile che non l'avesse visto?
Si girò e lo vide seduto al tavolo dietro al suo.
Dopo lo avrebbe salutato.
...
Finito il briefing, Jinko si alzò andando prima a salutare Felio e Takeo, ringraziandoli del briefing, dopodichè andò dalle due comapgne di squadra, per far la loro conoscenza.

-Piacere di conoscervi, ragazze. Sono Jinko Kotetsu, spero di trovarmi bene in squadra con voi.-
Il tono di Jinko era pacato e gentile, di chi vuole sinceramente fare amicizia. Porse loro una stretta di mano, e dopo, i convenevoli, si scusò un attimo, per andare a salutare Kon.

-Chi non muore si rivede eh, Kon? Come stai? è un po' che non ci si sentiva!-

Dopo lo scambio di parole con Kon, si diresse verso Felio.
-Scusi, Felio-sama. Solo una domanda.-
Jinko respirò profondamente.
-A che ora si parte?-

La prima missione ufficiale da shinigami di Jinko stava inziando.

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LA SCHEDA DI JINKO KOTETSU SU BLEACH SOUL SOCIETY
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-...La sua spada non riflette altro che paura.Quando schiva è "ho paura di venire ucciso",quando attacca è "ho paura di uccidere", quando si accinge a difendere qualcuno è "ho paura che muoia".
La sua spada non fa altro che dispensarmi vergognose parole di paura. Non è così. In battaglia ciò che serve non è la paura. Da li non nasce niente. Quando schiva è"non mi lascio uccidere!" Quando difende qualcuno è"Non ti lascio morire!" Quando attacca è"ti uccido!"-


-...Sanità mentale? Non ricordo di aver mai avuto un simile fastidio...-

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Jikoshokai shimasu...
Esupada namubaru thuree: Hariberu desu.
Hajimemashite.

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Scheda di Jinko Kotetsu alla Base per la Difesa Terrestre

"il 98% degli yu-gi-oh player copia i mazzi da altri giocatori che postano in internet e/o copiano la strategia del momento. Se te sei fra il 2% che si -->CREA UN MAZZO CN LE SUE FORZE<-- puoi copiare questo in firma".

CITAZIONE
4/6 17:15 AndGiò3000: re delle carte... se vuoi andartene quella è la porta *indica in fondo al corridoio, a destra*
4/6 17:15 Re delle carte: e ma nn sono io a me nn ce problema mi volete cacciare ?? mene devo andare??

Questa è solo una delle conseguenze dell'invasione degli Ultra-Niubbi. Se tu sei tra quel 5% che ha capito che, con il mio messaggio, ho mandato quel niubbo a cagare in maniera incredibilmente fine allora copia-incolla questo messaggio nella tua firma. EPURIAMO IL MONDO DAI NIUBBI!!!

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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 23:32, 22 minuti fa


-parlato-
"pensato"


Quella non era una notte normale, molti di noi shinigami erano irrequieti, quella stessa sera dovevamo partire per una missione per salvare non solo la Soul Society ma l'intera umanità...
Da tempo era nata un'organizzazione che mirava a distruggere l'equilibrio dei due mondi, il motivo effettivo rimaneva però oscuro a tutti noi... hanno convocato gran parte degli shinigami di ruolo e ovviamente ufficiali a Karakura nel mondo dei vivi per una riunione pre-missione per darci un quadro generale della situazione e del modo di agire...

"La situazione è tanto grave che abbiamo persino stretto un'alleanza con i quincy... non sarà per niente facile ma cos'è facile nella vita?"

Era stato aperto un portale per condurre gli interessati a destinazione e insieme ad altri innumerevoli shinigami, lo attraversai curioso di come si sarebbe evoluta la situazione... fummo accolti in una sala di medie dimensioni dove incalcolabili dei della morte e quincy attendevano che iniziasse la riunione... ovunque guardassi volavano sguardi gelidi, a quanto pare non tutti hanno accettato di buongrado la collaborazione tra i due mondi... a condurre erano due shinigami e un arciere spirituale, i primi due erano Sanada e Kikuta, terzo seggio rispettivamente della III e della I Gotei, conosciuti da tutti... nessuno però aveva mai visto il terzo... egli fu il primo a parlare.

CITAZIONE
Innanzi tutto benvenuti a tutti voi... Non abbiamo molto tempo, quindi passerò subito alle presentazioni. Il mio nome è Takamichi T. Takahata, coordinatore assieme ai qui presenti ufficiali delle forze Quincy nella missione congiunta che vedrà impegnate le truppe dell'Ordine e del Gotei XIII nell'attacco più vasto dell'ultimo secolo... Siete già stati informati a grandi linee dei contenuti della missione, ma ritengo che una nuova breve introduzione vi possa essere d'aiuto.

Detto ciò lo schermo posto dietro di lui si divide in dieci schermate, raffiguranti diversi edifici immersi nella neve...

"Posticino accogliente, mi porterò i paraorecchi..."

CITAZIONE
Quelle che vedete sono immagini prese da satelliti convenzionali del complesso che costituisce i Laboratori Ivanovich... Abbiamo motivo di ritenere che in questa struttura siano stati costruite le apparecchiature che diciannove giorni e sedici ore fa hanno causato la morte del personale umano nel carcere statunitense di Leavenworth.

Ne avevo sentito parlare di quell'attacco... non sono del tutto sprovveduti i nostri nemici...

CITAZIONE
L'obbiettivo della missione sarà dunque quello di assumere il controllo dell'intero complesso, o almeno dei punti nevralgici che consentiranno al resto delle truppe di Arcieri Spirituali e di Dei della Morte un più facile ingresso... Dobbiamo capire qual è lo scopo di queste apparecchiature, prima che colui o coloro che le hanno commissionate raggiungano i loro scopi. Ma di questo parleremo più tardi... Sarò franco con voi: questo complesso è protetto dai migliori sistemi difensivi tuttora a disposizione, cosa che rende i Laboratori Ivanovich una fortezza inespugnabile con mezzi convenzionali, ed una ardua sfida persino per esseri come noi.

Le immagini si susseguono mostrando le svariate difese di cui è disposta la struttura, fermandosi poi su un volto, un gelido volto...

CITAZIONE
Boris Ivanovich, proprietario del complesso, è -o meglio era- al comando della VII Divisione Russa dell'Ordine dei Quincy... E abbiamo ragione di credere che abbia accentrato attorno a sé entro il perimetro del complesso, una ingente porzione delle truppe di stanza nel territorio... Vi sarà una forte resistenza, nel migliore dei casi: per quanto Arcieri spirituali, coloro che presidiano l'obbiettivo sono da considerarsi traditori, e per questo... dovranno essere eliminati senza pietà

"Fantastico, numerose attrezzature difensive in mano a numerosi nemici... manca solo che siano di gran lunga superiori rispetto a noi..."

Il quincy si sedette mentre Kikuta prendeva la parola...

CITAZIONE
Buonasera a tutti, per coloro che ancora non mi conoscono mi presento. Takeo Kikuta 3° Seggio della I Brigata. Ora vi parlerò in dettaglio della struttura dei laboratori... Intorno all'edificio è stata eretta una potente Kekkai che impedisce l'intrusione nell'area tramite Sekaimon o qualsiasi altra tecnica di teletrasporto. Fortunatamente questa barriera è generata da macchinari quindi si potrà distruggere senza dover ricorrere a speciali squadre che fanno uso di Kidou... Considerando l'impossibilità di entrare coi nostri convenzionali mezzi, abbiamo deciso di usare una tattica prettamente umana: lo sfondamento. Una volta abbattuto il cancello ed entrati nel piano terra dell'edificio, sfrutteremo l'effetto sorpresa e il probabile disorientamento nemico per riuscire a raggiungere le parti più interne della struttura che ci verranno assegnate... Come potete vedere sono presenti ascensori nell'ingresso che vi porteranno ai piani a cui sarete destinati, andandoli a vedere nello specifico... Nel primo piano sotterraneo si trovano degli Archivi Privati dei Quincy. L'Ordine non ha voluto divulgare notizie in proposito e rispettiamo tale segretezza. Come potrete osservare le stanze sono poche e sicuramente conterranno molti mobili per l'archiviazione e la catalogazione. Inoltre presumiamo che il nemico non lasci l'ingresso a tale luogo incustodito... Pochi metri sotto si trovano i principali obbiettivi della missione, cioè i generatori. Mi sembra inutile dirlo ma qui si potrebbe trovare la maggior resistenza da parte della divisione russa. Infine nei piani sotto ci sono i laboratori, non si sa con certezza cosa si possa trovare lì sotto, per questo solo alcuni di noi potranno scendere fin là... Non è da escludere che in questa struttura possiamo incontrare membri dell'Organizzazione stessa. Di certo non sono così sprovveduti da lasciare un luogo così strategico privo di difese ed ora che sono consapevoli che noi conosciamo la loro presenza si saranno fatti sicuramente più cauti... Dopo la negativa esperienza che abbiamo passato è stato deciso dalle alte sfere delle nostre rispettive organizzazioni di vietare l'uso di guerrieri sotto il grado di Shinigami e Quincy. Nonostante questo attualmente non conosciamo ne il numero ne la potenza del nostro nemico, ma basandoci sui pochi elementi a nostra disposizione abbiamo ipotizzato che essi possano superare le nostre capacità... Nel caso vi imbattiate in loro, vi sconsiglio caldamente di tentare uno scontro. Dire che rischiate la vita non è una leggerezza da parte mia. Se succederà di trovarvi di fronte ad un nemico più forte di voi, fuggite, prendete tempo e richiedete rinforzi. Questo è tutto.

"Bene, ricapitolando... sono numerosi, sono forti e sono a conoscenza che li teniamo d'occhio... dovremo superare noi stessi per vincere..."

Era il turno di Sanada...

CITAZIONE
Dici bene Takeo-san. Lasciamo per ora che siano membri più esperti e potenti di noi ad occuparsene e concentriamoci sui nostri bersagli... Il mio nome, per coloro che non lo sapessero, è Felio Sanada. parigrado di Kikuta-san presso il Gotei III... Gli obbiettivi dei gruppi saranno i seguenti: La squadra di arcieri spirituali, composta da Sadeki Hay, Vollfied Sven e Kuno Shinji avrà il compito di occupare il primo piano sotterraneo, con speciale riguardo per la sezione degli Archivi Privati... Gli ambienti nell'area contengono materiale che l'Ordine non vuole divulgare, e la loro collaborazione dipende unicamente dalla possibilità di mettere in sicurezza l'area senza la presenza del Gotei XIII... Al momento abbiamo questioni più urgenti da risolvere, quindi per tutti gli Dei della Morte presenti, il primo piano sotterraneo è da considerarsi Off Limit... Spero di essere stato chiaro. Ci sarà bisogno di voi alcuni metri più in basso, come vedrete... Le squadre Sekishu (vermiglio), Kurenai (cremisi) e Ake (scarlatto), i cui gruppi annuncerò tra poco, avranno il compito di infiltrarsi nel secondo piano sotterraneo: quivi dovrete disattivare o distruggere come preferite, i Generatori Spirituali che forniscono energia al campo di disturbo... La distruzione di due delle tre strutture sarà sufficiente ad indebolirlo quanto basta, ma è preferibile che tutte e tre vengano rese non operative nel minor tempo possibile... Dal momento che le stanze di controllo si trovano ben distanziate tra loro, ogni squadra dovrà agire nella più totale autonomia... La squadra Kurenai sarà comporta dal X Seggio Kon Ian e dagli Shinigami Kurosaki Matt e Valkyrie Christopher.

"Immagino che quei generatori non abbiamo un bottone on/off..."

Sanada e Kikuta non prenderanno parte allo smaltellamento dei generatori, ma avranno un compito leggermente più rischioso...

CITAZIONE
Penetreremo nel complesso sotto copertura poco prima dell'attacco, cercando di raggiungere il terzo ed ultimo piano sotterraneo: qualunque cosa o chiunque si trovi lì, non dovrà lasciare la base. Non operativo, almeno... Uff... Prima di rompere le righe, c'è una cosa che desidero condividere con voi... Io e Takeo-san conosciamo quasi tutti in questa sala... abbiamo combattuto assieme a voi e sappiamo quanto valete... E' un onore e un privilegio avervi al nostro fianco in questa impresa... E' una missione pericola, su questo non ho dubbi... ma so che abbiamo le capacità per farcela!
Ci è stata data una grande responsabilità, dimostriamoci degni dell'onore affidatoci, per la Soul Society e per il mondo terreno!

Bel discorso ma non mi sentii di aggiungere altro, purtroppo non si può sempre sapere a che cosa si va incontro... vedremo se saremo in grado di affrontare le future avversità quando le avremo davanti...

 
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0
Briefing



Narrato -Parlato §Pensato§


Shinji si era da poco seduto nella sedia di fianco a quella di Sven , dopo averlo salutato cordialmente e aver chiesto il suo permesso. Oltre a loro nella sala vi erano solo shinigami, e la mano del ragazzo era corsa involontariamente alla sua Croce quando era entrato nella stanza ma dato che l'ambiente non sembrava ostile non aveva fatto altro. Individuato il suo compagno si era seduto accanto a lui e ora osservava la scena con una certa incredulità: due quincy seduti tranquillamente in mezzo a degli shinigami, e nessuno sembrava curarsene minimamente.

§Una tregua? O un alleanza con gli shinigami addirittura? Di sicuro la situazione non deve essere semplice...§

Poco dopo arrivò anche Hay e Shinji si sentì leggermente più tranquillo, ma ancora agitato per quella situazione "innaturale"...

CITAZIONE
- Ci siamo tutti allora...bene, sono contenta. -

-Ciao Hay, benvenuta!

Il suo saluto voleva essere caloroso, ma non era sicuro di aver impedito ad un tono di nervosismo di trasparire dalla sua voce. Di sicuro quella situazione era quanto meno insolita. Poi finalmente il suo Takamichi prese la parola

§Spero che chiarisca alla svelta questa situazione-mi innervosisce essere all'oscuro delle cose importanti!§

Shinji rimase in silenzio durante la spiegazione del sensei. Il braccio sinistro reggeva il destro che a sua volta reggeva il mento del giovane, che con un espressione concentrata seguiva il discorso cercando di memorizzare ogni dettaglio, soprattutto la dislocazione degli elementi sul territorio. Poi la sua espressione divenne via via più sconcertata. Le mani si appoggiarono sulle gambe e lui si sporse in avanti, come per ascoltare meglio non potendo credere alle sue orecchie

CITAZIONE
- Come è possibile...che dei Quincy possano aver tradito l’Ordine...perché?-

-Imperdonabile! Assolutamente imperdonabile Hay! -

Probabilmente era la prima volta che Shinji lasciava trasparire la sua rabbia così davanti alla ragazza e al suo compagno, ma riusciva a stento a trattenersi, le mani erano serrate a pugno ora e tremavano leggermente

§Tradire così l'onore dei quincy! Un comandante di divisione per giunta! Da che mondo è mondo la pena per i traditori è sempre stata una e una sola...non possiamo permettere che vivano!§

Era la prima volta che il ragazzo provava un simile desiderio di uccidere un altro uomo e ne era in parte spaventato, ma riteneva davvero imperdonabile il gesto compiuto da quei traditori

§ Costringerci a lavorare con gli shinigami poi! Questo è un ulteriore smacco al nostro orgoglio!§

Intanto la parola era passata ad uno shinigami che si presentò come Felio Sanada che continuò con il briefing da dove Takamichi l'aveva interrotto. Era la prima volta che Shinji sentiva parlare uno shinigami, prima di allora li aveva visti solo una volta da lontano, sul campo di battaglia. Ascoltò le parole di Felio con la stessa attenzione che aveva dedicato a quelle del suo superiore.

CITAZIONE
- Certo però...che questi Shinigami sanno il fatto loro...-

-Non lodarli troppo Hay...in fondo sono nostri nemici. Oggi siamo alleati ma domani potremmo ritrovarci ad ucciderci a vicenda, magari decideranno di sterminarci...un altra volta...-

Le parole erano pronunciate con sarcasmo. Evidentemente a Shinji non andava a genio di dover collaborare con gli antichi rivali. Finalmente il discorso degli ufficiali finì e i membri di ogni gruppo presero a parlottare fra loro. In quello dei quincy fu Sven a parlare per primo

CITAZIONE
- Possiamo farcela. Se mantenuto un basso profilo, le azioni operative di questo tipo hanno spesso successo. –

CITAZIONE
- Certo che possiamo farcela! E poi adesso ci siamo tutti e tre no? Le probabilità, quindi, di riuscire in questa missione sono maggiori. Certo, il rischio c’è e quello purtroppo non possiamo toglierlo. Ce la dovremo mettere davvero tutta, ragazzi. Però, se siamo una squadra nessuno ci può fermare. Se restiamo uniti, ce la faremo ad andare fino in fondo. Anche questa volta avrò le responsabilità di un caposquadra, ma non voglio essere ritenuta tale da nessuno di voi. La vostra incolumità, comunque sia, grava sulle mie spalle, ma saprò contenere un po’ la mia smisurata mania di protezione. Spero, almeno, di essere migliorata in questi giorni.-

§Per quanto tu lo possa promettere non credo che la smetterai mai di farci da scudo umano Hay, e questo mi preoccupa ogni volta...§

-Di sicuro sei quella che ha fatto più progressi fra noi-

CITAZIONE
- Essendo una squadra ognuno guarderà le spalle dell’altro, no? Ma se la situazione dovesse aggravarsi, però, come ho già detto a Shinji-kun, non esiterò ad anteporre le vostre vite alla mia. E non voglio assolutamente che stiate male per questo: perché è un mio dovere, ed una mia volontà. Per il resto, io vi prometto che resterò e combatterò sempre al vostro fianco. E non vi darò mai le spalle...-

§Eccolo infatti...ha la testa più dura del granito. Pensare che ci sono quincy come lei mi fa ancora più infuriare per il tradimento di quei disertori§

-Siamo tutti pronti a rischiare la vita per difenderci a vicenda Hay-kun, ma tu ti spingi troppo oltre ogni volta...ma è inutile ripetere ancora una volta questo discorso, e non voglio litigare prima di iniziare una nuova missione-

Sia il tono di voce che l'espressione sul viso di Shinji erano di completa rassegnazione. Lo sguardo era preoccupato invece. Con le labbra sillabò le parole "per-fa-vo-re" ma non era sicuro di aver emesso qualche suono con la sua voce o che la ragazza potesse capire. Neanche lui sapeva esattamente perché gli fossero uscite quelle due parole. Il pensiero della ragazza che si sacrificava per proteggerlo lo faceva soffrire terribilmente. A volte nei suoi sogni più tormentati, la vedeva ancora frapporsi fra lui e il potentissimo cero lanciato dal mostro nel parco, quando ancora non si conoscevano.

CITAZIONE
- Ragazzi vado un attimo a parlare con il senpai...potete aspettarmi fuori...-

Shinji si girò verso Sven e gli parlò con tono serioso:

-Sbaglio o quello era un ordine? Pare che il nostro "Team Leader" inizi ad agire e a pensare quanto tale finalmente.-poi la sua voce si fece più seria-Non possiamo permetterle di fare qualche sciocchezza in nostra difesa Sven-kun. Cerchiamo di essere noi a coprirle le spalle questa volta. Va bene che siamo arcieri e non cavalieri ma ne va comunque del nostro onore se fosse una fanciulla a proteggere noi-Nell'ultima frase aveva ripreso il suo tono scherzoso ma sperava che il suo compagno fosse risoluto quanto lui riguardo a quel punto.

CITAZIONE
- Anzi no, non importa...-

Hay tornò indietro
CITAZIONE
- Almeno, in questa missione, possiamo mettere in pratica ciò che ci hanno insegnato durante l’allenamento dei quattro giorni no? Vorrei davvero vedere di cosa siete capaci. Finito di dire questo. Sono felice di far parte di questo gruppo...e spero davvero che non si sciolga mai. Quindi, diamo il meglio di noi, e facciamo vedere di cosa siamo capaci, noi, Quincy di Karakura.-

-Che le nostre frecce possano colpire sempre il bersaglio! A quanto pare potrò riciclare i vestiti comprati per la missione in Antartide! Chissà se avremo mai una missione in qualche isola tropicale giusto per variare un po' sul tema!-


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"now what do you own the word?how you disorder, disorder. Now somewhere between the sacred silence, sacred silence and sleep, disorder, disorder, disooorder!!!"-TOXICITY System of a Down

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<p>My japanese name is 小島 Kojima (small island) 陸 Riku (land).
Take your real japanese name generator! today!



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